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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

mercoledì 16 agosto 2017

Adidas Supernova 2017 - Nuovo Modello Migliorato Più Che Mai!

E' una recensione che (spero) in tanti aspettavano e mi scuso con chi ho fatto aspettare così tanto.
In questo lungo periodo ho potuto testare continuamente il nuovissimo modello che Adidas ha presentato per sostituire la Supernova Glide ormai a fine carriera dopo tanti anni di continue riproposizioni.

Pensavo che una scarpa con così pochi difetti (le mancava un pizzico di ammortizzazione in più al modello uscente) non fosse poi così migliorabile ed ho pregato che non venisse stravolta.
I biomeccanici di Adidas lo hanno capito ed hanno lavorato sodo sulla sostanza del nuovo modello.

Durante il test ho alternato uscite con le Supernova 2017 che con le Supernova Glide 8 (del 2016) trovando un paragone ideale per rendere l'idea e consigliarne o meno il nuovo acquisto.

Sottolineo sempre che è conveniente rivolgersi al negozio fisico presente nella propria Città con personale competente che sappia consigliare il modello giusto e la misura corretta per poter correre con la dovuta sicurezza (perchè se il piede soffre, ne soffrirà tutta la tua corsa ed il tuo fisico).
Chi è ormai esperto e conosce la misura del piede che veste con Adidas (sempre molto precisa) non troverà problemi nell'ordinarle online.

Chiaramente correre con una scarpa già rodata come il modello dello scorso anno mi ha dato certezze che sul nuovo modello ho dovuto sperimentare, in salita, in discesa, sul piano.
Adidas mi ha fornito un modello di Supernova 2017 con Mezza Misura in meno, con la sicurezza che mi sarebbe calzata a pennello anche in corsa.
Inizialmente ho avuto i miei dubbi ed incertezze, ma oggi a test finito, posso ricredermi del contrario.

TOMAIA:

Questa Tomaia è più bella dal vivo e non la troverete in altri modelli!
Adidas è sempre al passo con i tempi e quest'anno, con il suo modello - faro nel Running, Supernova, ha proposto una tomaia tutta nuova ed inedita.

Saturi ormai di vedere le tomaie "Knitted" che hanno il pregio di avvolgere il piede con un unico pezzo praticamente "fatto a maglia" da un plotter digitale (prerogativa dei modelli Ultra Boost e della frangia di Sneakers semi-tecniche sempre più dilagante), Supernova si è presentata ad inizio anno con questa bella tomaia (sempre a pezzo unico) priva di cuciture e di altri elementi cuciti su di essa, resistentissima e ricavata su più strati.
Il risultato è eccellente in quanto non ha ceduto agli strappi accidentali offroad o ai continui sfregamenti dell'azione di corsa e si è rivelata poco cedevole e ben traspirante.
Anche quando ho sudato completamente l'intera calzatura, non ho avvertito particolare fastidio.
Collo piede particolarmente alto e lacci ben avvolgenti.

Ricordo a lettore che ho utilizzato Mezza Misura in meno (lo ripeterò più volte nel corso della recensione) e per questo motivo ho sentito la scarpa più fasciante, ma è facilmente modificabile la calzata allentando la forte presa dei lacci che ben avvolgono il piede.

Interno della calzatura più liscio che mai, il che ha agevolato parecchio il comfort.
Oltretutto, rispetto alle precedenti versioni, è stata sagomata con cura maggiore, avvolgendo il malleolo e tutta la zona retro-tallonare al fine di tenere stabile ed attutire ogni urto durante l'attività.
Cuscinetti interni :-)
Durante i climi estivi è meglio indossare un buon calzino tecnico tra i più sottili in circolazione per evitare il ristagno del sudore internamente: unito alla scarpa ben fasciante da una sensazione di stabilità e benessere in corsa non da poco!

La protezione dell'area tallonare è stata rivista inserendo, esternamente, un pannello in TPU (trasparente) denominato "Fitcounter" che contiene i movimenti naturali del tallone e tendine d'Achille interni ed esterni, mentre lascia completamente libera l'area centrale di solito più sollecitata e che si può infiammare più facilmente.
E' la scelta giusta ed ha migliorato ulteriormente questo modello!

Le classiche Tre Strisce in questa Supernova sono protagoniste più delle precedente, tenendo ben avvolta l'arcata plantare, comunque non troppo larga ma sempre ben comoda.
La costruzione della scarpa non è "a calzino", ovvero non è stata prevista adozione della linguetta cucita insieme al resto della tomaia, lasciando maggiore libertà di posizionamento della linguetta stessa, nella maniera tradizionale.

Infine, molta comodità in avampiede e non solo per la già citata tomaia dal mesh tutto nuovo :-)

INTERSUOLA:

Notevole differenza tra il vecchio ed il nuovo modello, in comparazione!
Le differenze con la S.Glide 8 sono notevoli, ma nei dettagli più approfonditi.
Ad occhio si nota subito la differenza nella scelta del design rinnovato, ma è correndo che capisci attivamente come si comporta.

Dalla foto comparativa si nota subito la differenza al tallone: pur adottando la stessa tipologia costruttiva (strato di Boost unito ad un più leggero strato di classica EVA, ideale per non avere "picchi" di reattività o ammortizzazione tipici di Boost), lo strato di Boost è stato aumentato nel tallone e lo strato in EVA parte subito dopo l'area tallonare fino ad arrivare in avampiede.

Drop 10 mm (differenza tra tallone - 32 mm ed avampiede - 22 mm), come era facile da intuire, per via del tallone ulteriormente rialzato dallo strato "extra" di Boost.

Allo stato attuale, l'EVA risulta visibilmente compressa e piena di venature, il Boost sembra quasi uscito dalla fabbrica senza fare alcuna piega!

Il risultato durante la corsa è interessante: quel "pizzico" di ammortizzazione in più che desideravo, finalmente è realtà: durante le mie uscite di fondo lento (sui 3'50" - 4'15"/Km) trovo maggiore rilassatezza nella corsa, senza avere quella sensazione di eccessiva morbidezza tipica di Ultra Boost.

Calzata Perfetta!
Inoltre in avampiede la senti ben morbida ma altrettanto decisa a spingere ancora di più, con l'intensità che preferisci.
In salita l'ho trovata migliore del modello precedente, in discesa comunque ottima per via della calzata ben ferma ed aderente e per il disegno dell'intersuola ampio.

Le lunghe strade asfaltate ed i tanti chilometri restano ad ogni modo il campo di utilizzo preferito da questa Adidas della categoria A3 - Massima Ammortizzazione.

La concretezza di questa Supernova continua ad essere il suo marchio di fabbrica!

Il tallone è inoltre più arrotondato, così come l'avampiede, altrettanto rivisto con molta arguzia.

Il motivo per cui sono riuscito a correre con un modello di scarpa con mezza misura in meno sta tutto qui: nella comodità assicurata in avampiede.
Probabilmente quando indosserete il nuovo modello con la vostra usuale misurazione, la troverete troppo grande in pianta di piede, ecco perchè consiglio di provarla con mezza misura in meno (come mi è capitato).
Troverete poco o nullo impedimento alle dita dei piedi che resteranno comunque liberi di agire, ed al tallone avrete una fermezza coadiuvata dall'ottima tomaia e dall'avvolgimento garantito dalle Tre Strisce.

Chi ha un piede magro sicuramente non avrà problemi a cogliere questo consiglio (che se non lo avessi testato, avrebbe sorpreso anche me), ma chi ha il piede più grosso o soffre di piedi gonfi, è bene che provi la misura propria di riferimento (e non la mezza misura in meno).

Il Torsion System è stato collocato in modo incavato e centrale, con l'estensione che termina sulla parte esterna del tallone (per completare il controllo di pronazione, senza stravolgere la natura neutra) come accade nei modelli Ultra Boost ed anche Energy Boost.
L'aspetto interessante è che questo accorgimento rende ovviamente più aderente la presa al terreno della scarpa, lasciando unicamente al contatto al terreno la suola in gomma Continental (e nulla più).
Casomai doveste superare calpestandolo un tronco d'albero scivoloso, non avrete più grossi problemi...

Stretchweb in gomma Continental
SUOLA:

La suola dallo scorso anno è stata ridisegnata in un pezzo unico così come si vede in foto, ed è stata applicata su quasi tutti i nuovi modelli di Adidas.
Si chiama "Stretchweb", e somiglia ad una tela tutta bucherellata con diversi "dots" (pallini) a rilievo.
L'aderenza su strada è eccellente, il controllo e l'elasticità anche su strade scivolose è ottimale grazie alla gomma Continental, ma è meglio non andare offroad perchè non è abbastanza artigliata per offrire la migliore esperienza di corsa su terreni franosi o scivolosi del Trail Running, che necessitano di suole con più elevato grip.

CONCLUSIONI:

La Supernova 2017 è stata difficile da recensire: tante le novità, ma da discernere nei dettagli per una scarpa che non poteva altrimenti: migliorare l'esperienza di corsa già ottima intervenendo con piccole modifiche e correzioni sparse su più punti.

Torsion System
Resta quindi la scarpa di riferimento nel panorama Running di tutti i giorni, per i podisti che cercano una compagna da spremere in ogni occasione, con le migliori tecnologie attuali proposte da Adidas ad un ottimo prezzo in relazione alla tanta durata che offre.

La scarpa infatti è nata per durare molto e chi ha indossato Supernova Glide sa di cosa sto parlando, probabilmente la sentirete scarica quando ancora sarà bella ai vostri occhi (dopo un'attenta e ordinaria pulizia!).

Per chi è un Runner esperto sa già la risposta: in Gara con Adizero o Energy ed in allenamento, nei Lunghi o nei Lunghissimi Maratona con la Supernova 2017.
Le Ultra Boost (per completare il discorso) le colloco come una scarpa da utilizzare come Lungo rigenerante o più lento e per cercare rilassatezza per i propri tendini, ma se volete una scarpa performante anche per correre chilometri, decisamente meglio la concretezza di Supernova.

Adidas Supernova, il ritorno in grande Stile della Stella più Brillante nel Mondo del Running!

lunedì 31 luglio 2017

Giro Podistico Internazionale di Castelbuono - Semplicemente da 92 edizioni "A cursa i Sant'Anna"

La copertina dedicata allo Scatto di P. Ponente, eccezionale!
(io mi trovo, pacatamente sull'estrema destra)
Castelbuono, 26 luglio, again!

L'atmosfera stavolta è stata da grande parterre, dove la gente ferma gli atleti per farsi le foto e non riesce a camminare per le vie del Paese o della Piazza principale tanta è la calca di persone accorse all'evento.
Devi sgomitare, devi chiedere "permesso" per avanzare o entrare in "pista", laddove la pista è rappresentata dalle strade storiche del Giro Podistico Internazionale di Castelbuono.

Tradizione riproposta, quindi, per la 92° edizione con la stessa formula da quando ho iniziato a correre da giovane guardando in TV prima le imprese di questi eroi: 10 giri del percorso e se ti doppiano devi fermarti al termine del giro compiuto!
Un'occhiata rapida ai partecipanti chiamati dall'organizzazione è stata subito data.
Sui Social Network già conoscevo nomi degli atleti italiani di spicco ed anche qualche rinuncia importante, ma il nome altisonante ovviamente tanto atteso, era quello di Yeman Crippa (FF.OO. Padova).

In realtà non poteva essere lui il favorito ma un sicuro piazzato in quanto tra i pettorali bassi quel pomeriggio madonita vi trovavo degli atleti keniani (ben due) dalla canottiera bianca e spalle arancioni, proprio quella che indossa Kenenisa Bekele e gli atleti del suo Manager di fama internazionale!
Squadro dalla testa ai piedi entrambi gli atleti, leggeri, muscolati, fortissimi, uno di loro avrebbe vinto di sicuro (e così alla fine è stato, con la vittoria di Kwemoi, giovanissimo keniano).

La pattuglia di Siciliani era altrettanto di prim'ordine, con Scialabba idolo di casa, seguito da O. Zoghlami, Gerratana, Brancato, Terrasi, Spinali e senza nulla togliere al sempre fortissimo Hamad Bibi.
Presentazione, primi attimi di gara, passaggio attorno la fontana...
Mancava soltanto Yuri Floriani assente per i postumi della caduta rimediata ai Campionati Italiani sui 3.000m siepi mentre stava lottando per la vittoria.

Sapevo già che mi avrebbero doppiato e pensavo di cucirmi la mia gara su altri avversari, partendo con calma e senza strafare.

Al via la partenza è spedita tant'è che subito devo inseguire tutti i miei diretti avversari che forse si fanno prendere troppo la mano.
Noto con dispiacere che non riesco a correre molto forte in discesa e faccio fatica a tenere il loro ritmo.
Intanto tutti i migliori italiani si allontanano dopo i primi due giri mi accorgo purtroppo quanto corrano forte e quanto avrei dovuto impegnarmi, di più di quanto già facessi, per non perdere troppo terreno.

Avevo in mente di chiudere la gara, di completare i 10 giri, avessi anche dovuto sgomitare con la folla festante che all'arrivo del primo assoluto, lascia le transenne ed invade le strade e quindi il percorso di gara.

La mia scelta in gara è rivolta alle Adidas Adizero Boston (5° o 6° versione non cambia molto se non nella tomaia) che in occasioni come questa utilizzo con maggiore conforto rispetto alle Adizero Adios Boost.
Quando sai che dovrai affrontare tanti chilometri di ripida discesa ad alto ritmo, meglio optare per qualche grammo in più di protezione, tant'è che comunque la Boston resta sempre una gran scarpa performante e la mia struttura fisica ne uscirà senza alcun danno da una corsa così massacrante.
Ancora a 37 anni, poter correre senza alcun problema fisico ed optare su delle scelte più o meno ragionate è un vanto.

Stavo gestendo la corsa nel migliore dei modi, ma la salita di Via Mario Levante dopo i primi 4 giri corsi più o meno costantemente, iniziava a sentirsi sempre più pesante nelle gambe, ma non nella testa.
La folla incitante è sempre generosa, capisce quanto tu stia soffrendo, in special modo mentre affronti gli ultimi metri prima dell'agognato ristoro in discesa.
Cerco alle volte in quelle tornate, inutilmente, di scorgere chi sta facendo il tifo per me, ma è tanta la sofferenza che non riesco ad accorgermene se non con la coda dell'occhio chi fosse il tifoso che scandisce il mio nome.
Avevo qualche giovane a tiro ed ho fatto il possibile per avvicinarmi a loro, mentre Luigi Spinali, dopo avermi sorpassato, fuggiva via proprio in discesa lasciandomi alla fine della corsa un intero minuto... tanta era la sua agilità rispetto alla mia...

A Castelbuono non puoi mollare, se nò ti ritiri, come ha fatto Crippa, in evidente difficoltà e magari con la testa ad imminenti impegni agonistici ben più importanti.
Tanto era l'abbraccio della gente sulla sommità, testa china e avanzare!
Devi spingere a tutta in salita, recuperare qualche centinaio di metri in discesa a ritmi alti e ripartire ancora più forte, prima di re-immetterti in piazza dove la folla ti spinge e ti fa affrontare nuovamente la lunga salita.

Quando corri attorno la fontana, con tutto quel pubblico sembri essere in passerella, ed è un'emozione indescrivibile!

La corsa ormai era entrata nel vivo ed al 7° giro giunge il primo assoluto, Kwemoi, come un falco danzante in salita, lui e la sua corsa potente ed elastica.
Impressionante.

Successivamente sarò doppiato da altri atleti, stranieri ed italiani ma la mia condizione in gara rispecchia esattamente quella in allenamento e penso solo a concluderla questa corsa...

In discesa non c'è storia, ma dall'8° giro inizio a sentirmi meglio e provo a ricucire il distacco sul Giovane Filippo Russo (Monti Rossi Nicolosi).
Noto che corro con maggiore facilità e passo il bravo atleta allenato dal coach Pafumi all'inizio del 9° giro, staccandolo definitivamente.

Mi concentro per l'ultima tornata, per entrare in classifica, mi sentivo sempre meglio ed immagino di abbassare il tempo sul giro conclusivo, quando, attorniato in Piazza dai giornalisti e curiosi accorsi per festeggiare il primo arrivato, provo ad affrontare l'ultima tornata, trovando dinanzi a me un muro umano che definitivamente mi ferma...

Periodo non dei migliori ma queste gare aiutano a non arrendersi mai!
Comprendo che non potrei proseguire oltremodo e sconto la grave onta di non spuntare in classifica generale proprio quando all'ultimo giro ero al 20° posto...

Mi dispiace molto ma penso che avrei dovuto impegnarmi di più per riuscire a passare senza alcun impedimento, come era già capitato in altre edizioni...
Resto elettrizzato ed in parte amareggiato; discuto degli antefatti di corsa per tutto il viale del ritorno con l'amico Hamad Bibi, anche lui non proprio soddisfatto del suo Giro, ma ormai ci godiamo la festa di S. Anna ringraziando gli organizzatori che ci rimandano al loro prossimo evento, un Cross a Novembre.

Tornando a Palermo scorgiamo delle nubi cariche di pioggia e lampi che appena ci sfiorano, quelle nubi che hanno reso l'atmosfera del Giro più fresca e godibile.

Un'altro anno, se Dio vorrà, saremo nuovamente al via, un'altra volta a soffrire e desiderare di chiudere 'a cursa per la gloria!

(Ringrazio per le splendide foto P. Ponente, Giovanni Certomà e per il servizio oltre che la vicinanza agli atleti, come di consueto, Sicilia Running)

lunedì 24 luglio 2017

Aspettando il Giro di Castelbuono In Una Irripetibile Atmosfera

Il podio, in un Campionato Provinciale sempre
ben organizzato
Castelbuono, 16 luglio.

...la pioggia a Luglio, in Sicilia, qualcosa di estremamente raro...

Si parte la mattina presto, il cielo è come di consueto azzurro e sereno, ma spirava un forte vento.
La frescura portava soltanto positività, visto che comunque mi aspettava una gara quasi stronca - gambe.
Si tratta della riproposizione "open" del Giro Podistico Internazionale di Castelbuono, la corsa podistica su strada più antica d'Europa.

Laddove giorno 26 luglio affronterò con i migliori tra i mezzofondisti internazionali e nazionali ben 10 giri del durissimo percorso ormai conosciuto e temuto da tutti, questa domenica appena trascorsa abbiamo corso su un tracciato allungato all'occasione che ha previsto 5 giri per un totale di 7,3 Km.
Poca roba rispetto alle 10 "coltellate" alle gambe che dovrò affrontare tra pochi giorni.

Ma per adesso la vita procede tra mille impegni ed il tempo per allenarmi in compagnia è sempre più raro, quindi correre in gara è importante quanto un buon allenamento, come quello appena svolto domenica scorsa.

Il Prof Liga ha provato in ogni modo a dare una "svegliata" alle mie gambe ed alle volte rispondo anche bene ma capita che, anche a causa del poco riposo, quando tiro fuori il massimo da un allenamento svolto in pista, passano giorni prima di tornare a correre decentemente.
Non potrò certo più recuperare come quando ero più giovane, ma non si possono accampare scuse quando la giornata procede freneticamente senza mai concederti riposo...
Non è una bella realtà, ma è il prodotto del mio attuale stile di vita.

Partenza!

Confesso che erano giorni che mi sentivo giù ed in special modo negli ultimi tre prima della gara di Castelbuono sentivo le gambe legnose, senza euforia... brutto segnale...

Non avendo scaricato, mi presentavo alla corsa "open" carico di lavoro, ma ero entusiasta di mettermi alla prova con qualunque avversario si fosse presentato.
Uno tra tutti, Mohamed Idrissi, tra l'altro reduce da buoni risultati anche in Pista (superficie che mi manca quest'anno a causa dei malanni stagionali).

Castelbuono è circondata dalle Madonìe e quando sopra le nostre teste iniziamo a vedere minacciose nuvole nere, qualcosa ci porta a preoccuparci seriamente.
Tutto ciò avviene durante il riscaldamento, a pochi minuti dal via previsto dall'organizzazione.

Poichè chi corre da anni conosce bene il comportamento del meteo, intuisco che la pioggia che sarebbe caduta poteva essere molto violenta e così è stato: un acquazzone durato mezz'ora si è abbattuto in paese travolgendo tutti i podisti di Piazza S.Anna.
Trovato un riparo "alla buona" iniziamo a raffreddarci e temo che la corsa potrebbe essere annullata tant'è l'incedere della pioggia.
Fortunatamente tutto questo dura mezz'ora finchè le nubi iniziano ad aprirsi e far spazio ad un pallido sole.
Il via sarà dato 5 minuti dopo la quiete tempestosa, tra la concitazione dei partecipanti che scalpitavano da tempo.

Salita di Via Mario Levante, miete come di consueto le sue vittime
Come nella Corsa Internazionale, si parte direttamente nella temibile salita di Via Mario Levante che provo a "ripassare" dopo anni di assenza per svariati motivi.
Subito dopo il via si crea un quartetto al comando e comunque mi metto di impengo a tenere alto il ritmo e provare le mie doti di resistenza.
La salita di Castelbuono la ricordavo più lunga, ma tant'è... quando arrivi alle ultime tornate e sei molto stanco quella salita sembrerà molto ma molto più lunga e difficile.

Superata la prima rampa ed affrontato il primo giro, mi porgo nuovamente davanti e resto a fianco di Idrissi: chi non ce la fa inizia a staccarsi proprio su quelle pendenze e cerco di recuperare nella successiva discesa ovviamente resa scivolosa dalla pioggia.
Affrontiamo con cautela ogni curva e le tipiche "S" del percorso molto dinamiche che portano fin sul traguardo.
Noto che Idrissi è comunque pimpante e si mette spesso avanti con discreta agilità, ma resto concentrato.

In quei momenti il sole inizia a farsi di nuovo prepotente, ma la frescura della pioggia mattutina, in quelle strade, rende l'atmosfera davvero magica.
Il terzo giro prosegue all'unisono e Mohamed resta avanti pochi metri cercando di tenere alto un ritmo comunque sostenuto sin dall'inizio.

Passaggio suggestivo che NON si avrà nella corsa Internazionale
Purtroppo, al termine del suddetto terzo giro, nel tratto aggiunto del percorso, ricavato su di una strada stretta per accogliere due corsie di podisti, la moto apri pista con molta leggerezza si trova di fronte alcuni doppiati che rallentano il nostro incedere e mi trovo di colpo impossibilitato ad inseguire Idrissi che nel frattempo con maggiore agilità supera moto e doppiati e va avanti liberamente.
Perdo quei 15 metri che irrimediabilmente mi frenano e, nonostante avessi provato a recuperare immediatamente sulla già lunga salita del quarto giro, cedo mentalmente e lascio spazio al mio diretto avversario che si invola verso la vittoria.

Provo a spingere nel quinto ed ultimo giro trovando ancora buone forze, ma i secondi di distacco diventano addirittura 27 decretando la giusta vittoria al portacolori della ASD Mega Hobby, dell'omonimo negozio di calzature sportive del nisseno.

I miei racconti, come di consueto sinceri, consegnano la giusta vittoria e la evidente superiorità quella domenica di Idrissi, ma onestamente avrei preferito che fossi stato io stesso a cedere durante la gara e non "leggermente" danneggiato dalla moto che ha peccato di un pizzico di inesperienza.

La classifica, si può trovare a questo indirizzo.

Questa volta è andata così, un buon secondo posto e tanti sorrisi, con il cielo ormai sgombro da quasi tutte le nubi :-)

L'arrivo, sotto i riflettori... solari!
Non ero molto stanco al termine della corsa, ma nemmeno tanto fresco: ho dovuto stringere i denti per affrontare il giro n°4 ed il giro n°5.
Ovviamente sono preoccupato per come andrà il 26 quando ce ne saranno 10 salite in un frenetico sali-scendi, ma potrò essere più scarico e spero (sempre) meglio allenato.

La trasferta è stata elettrizzante, in ottima compagnia e respirare tanta aria buona è stata un toccasana.
Ancora una volta il motivo che mi porta ancora a correre, soffrire ed impegnarmi per un buon risultato :-)

(Ringrazio come di consueto Sicilia Running per il servizio fotografico e le foto oltre che la rubrica 4 chiacchiere di corsa presente su Facebook con foto della sempre gentile e disponibile A. Ponari)

lunedì 3 luglio 2017

Monreale - Vittoria sullo sfondo del Duomo

Monreale - 18 giugno.

Premiazioni, con la vincitrice!
Muoversi fuori Città in questo periodo non è semplice, le esigenze familiari aumentano e sono sempre presenti e posso "sfogarmi" per il tempo necessario durante la settimana, inventandomi alcune volte i luoghi di svolgimento degli allenamenti.
Tutto questo mi allontana dall'insieme del gruppo di allenamento, mi esilia e mi vede lontano dall'occhio vigile del Prof. Liga che accetta questa mia fase transitoria, un pò amaramente ma conosce le ragioni.

Il (vero) caldo arriverà ben presto, quello che ti sfianca anche solo nel lungo lento e che quest'anno sicuramente mi vedrà correre meno chilometri per provare a puntare sulla qualità degli stessi.
Nel frattempo, oltre i canonici 15 - 20 Km giornalieri di fondo non si va ed abbiamo preferito comunque recuperare alcune doti di velocità, privilegiando gli esercizi di tecnica di corsa (ed è l'impegno giornaliero nel trovare il tempo di svolgerli).

Sono tante, troppe le prove in pista nelle quali mostro evidente sofferenza, ma la mia attenuante è non avere degli orari prestabiliti (alle volte vado incontro al caldo opprimente) e non potermi quindi allenare in compagnia.

Chi si allena in gruppo sa bene di cosa parlo: un atleta come me tira fuori il 110% del potenziale giornaliero se riesce a confrontarsi con qualcuno nello stesso allenamento e conseguentemente i risultati si abbassano.
Per fare un esempio, un giorno mi è capitato di dovermi allenare (come spesso capita) di tutta fretta al boschetto e non poter aspettare il gruppo che eseguiva lo stesso mio allenamento.
10 volte i 500m (R.2') su di un circuito in campestre di terra battuta riparato dagli alberi che da un minimo di ristoro dal sole.
I primi 5 corsi da solo veleggiavano sul tempo di 1'33" sotto gli occhi dei ragazzi che si riscaldavano.
Appena il gruppo ha iniziato l'allenamento, mi sono congiunto a loro ed i tempi si sono abbassati su 1'27" - 1'26" con notevole impegno da parte mia, fino alla fine, tanto che il 1.000m previsto in pista non sono stato capace di correrlo.

Partenza, buona la partecipazione di runners e pubblico!
Da ciò si evincono questi aspetti: non ho sufficiente allenamento e chilometri (di qualità intendo, perchè correre al mattino è anche qualità, si attivano processi metabolici che inevitabilmente migliorano la tua forma fisica), non riposo mai abbastanza e quindi arrivo quasi sempre stanco agli allenamenti, ed infine... da solo i tempi realizzati in compagnia non sarei mai stato capace di realizzarli!

E la vita va avanti così, senza mollare, con il massimo dell'impegno che al momento posso esprimere e con il pensiero rivolto verso alcuni eventi che nell'anno in corso non ho potuto prendere parte.
Non li voglio elencare ma vorrei correrli nel prossimo 2018...

Per il momento posso restare confinato nella mia bella Sicilia per gareggiare e provare a divertirmi e tenermi in allenamento in quelle gare su strada che mostrano le bellezze culturali e paesaggistiche della mia terra.

Così, a pochi chilometri da Palermo, si erge la Città di Monreale, meta di visita da parte di migliaia turisti che, oltre a vedere dall'alto il capoluogo Siciliano, vengono a vedere il meraviglioso Duomo.

La gara, infatti, si snoda lungo le vie centrali della cittadina, percorso modificato rispetto alla mia ultima apparizione di qualche anno fa, che mi vide presente sul podio assoluti.
Percorso sempre nervoso, saliscendi continui e, dato che è stato allungato saggiamente al fine di evitare file e file di doppiaggi confusionari, reso ancora più duro da altri vallonamenti spaccagambe.

Testa a testa (Foto Sicilia Running)
La prendo come allenamento quando non ci sono avversari di un certo peso che sicuramente mi batterebbero (come Hamad Bibi ad esempio) e provo un approccio passivo senza mettere troppo impegno e puntando sulla regolarità.

Così facendo ho ottenuto buoni risultati in altre gare di paese.

La cittadina mi accoglie con i favori del pronostico ma dei tuoi avversari non puoi mai fidarti, quindi cautamente parto dietro il gruppo che inaspettatamente dopo alcune centinaia di metri, si trova in fila allungata fino a che al termine del primo giro, mi trovo in solitaria compagnia del solido atleta Universitas Palermo, Filippo Porto.

Quella domenica sembrava davvero deciso a mettermi in seria difficoltà, con continui rilanci sul ritmo e la sua azione è così incisiva da staccare altri bravi atleti come Cimò e Buccafusca.

I cinque giri del percorso, per un totale di 9,3 Km, si susseguono con una lotta testa a testa continua; dal mio canto provo a stuzzicare la bravura del mio avversario gettandomi a forte velocità in discesa costringendolo ad una mini-rimonta che poteva spezzare il fiato e la continuità del ritmo.

Il Duomo, sullo sfondo (Foto F. Bono)
Quando si supera metà gara la situazione restava invariata e, con il mio passo regolare ma deciso, sempre sul piede dei 3'25"/Km, provo un'accelerata nel tratto misto in salita discesa della parte finale del 3° giro, mettendo in definitiva crisi F. Porto.

Produco un forcing deciso senza troppo impegno e cerco di scavare tra me e l'avversario un centinaio di metri "di sicurezza".
Suona' l'ultimo giro, mi metto alle spalle per l'ultima volta l'antico Duomo e provo a sparire per le vie tortuose di Monreale, sorpassando la marea umana dei doppiati, stavolta ben distribuita sul lungo percorso.
Incremento di qualcosa il ritmo e provo un pò di fatica... le gare con i Big internazionali ed italiani sono ben altre, sempre ad inseguire fino all'ultima energia.

Qui, come mi ha sempre insegnato saggiamente il mio amico Francesco Duca, si deve saper gestire perchè ha importanza soltanto la vittoria (se hai la possibilità di coglierla), e così, superata l'ultima curva finale, felicemente, vinco nuovamente un'altra bella manifestazione su strada!

Tempo finale, 31'44" (media 3'24"/Km) e tanta contentezza per la premiazione :-)
Sono vittorie che ti danno morale, ti fanno andare avanti nonostante tutto.
La media generale, un pò fotocopia delle ultime apparizioni fa capire quale sia la mia reale condizione: non riesco a correre sui 3'20"/Km da solo ed in scioltezza come sapevo fare pochi anni fa, ma è questione di "miglior allenamento".
Arrivo!
Oggi sono un pò ridimensionato ma spero sia temporaneo in quanto ho voglia di correre una bella impresa, magari anche sul suolo siciliano, che sia davvero unica...

Per farcela serve tanto allenamento e buona qualità.
In questo momento posso provare a far bene su Pista, migliorare la mia tecnica di corsa e puntare agli appuntamenti di rilievo quali il Giro Podistico Internazionale di Castelbuono del prossimo 26 luglio.

Un grazie ai miei sostenitori ed a chi mi supporta in questo felice, intenso e delicato momento della mia vita :-)

(Ringrazio Sicilia Running per le foto ed il Servizio oltre che Adriana di 4 Chiacchere di Corsa su FB.)

sabato 17 giugno 2017

Cosa è Cambiato in 10 anni

Adidas, vuoi uno stile un pò urban? Beh... non ci riesco molto ma almeno
qui ci sono ottimi contrasti di luce e ombre ;-)
Maggio 2017.

Per il decimo anno di fila, da metà anno del 2008 al 2017, mi pregio di ringraziare Adidas Running ed Adidas Sport Eyewear per l'infinità di avventure, gare, racconti e migliaia di chilometri di sofferenza!

Sono una persona fortunata, perchè l'approccio con il brand tedesco, Leader nello sport, oltre che nel running, è avvenuto quasi per fortuna, grazie all'aiuto di un grande Campione di questo Sport, che pubblicamente ringrazio.
Fu lui il tramite per presentarmi all'Azienda ed iniziare la collaborazione.
Approfondendo tale aspetto, posto che sia chiaro il grande divario nei risultati e nel prestigio che intercorre tra me ed il Campione trentino (ed anche un pò siculo... sicuramente gli appassionati avranno capito chi è la persona!), ma a quei tempi, l'impegno, il carisma e l'amore per lo sport che pratichi, oltre alla continuità di gare e risultati, avevano un'enorme importanza per le Aziende.
Nel caso di Adidas, che annovera a se i migliori Campioni a livello Mondiale per ogni specialità sportiva, e mostra grande cura nei dettagli per ogni sport olimpico, producendo materiali di altissima qualità e specialistici, avere un Testimonial locale a quei tempi era comunque cosa importante, tant'è che in quel lontano 2008 era nato un progetto di supportare circa 20 atleti di buon livello, uno per Regione d'Italia.

A quei tempi comunicare non era molto facile: Facebook, Twitter ed i Blog di varia forma e natura erano ancora concetti lontani ed astratti rispetto alla rivista, ai giornali ed alla carta stampata che ancora deteneva il predominio.
Nel mio caso, a quei tempi aprii questo Blog che continua ad essere costantemente aggiornato dato che sono uno dei pochi che crede ancora nelle parole e nella verità dei racconti di vita sportiva e nel contempo capii che si trattava di un utile mezzo per promuovere i prodotti che mi offriva in uso e prova il mio sponsor.

Negli anni e fino ad oggi, ho continuato a raccontare la mia vita sportiva che ultimamente ha subìto un calo, con prestazioni alcune volte dure da definire solamente insufficienti.
Adidas Supernova 2017 - Presto in recensione
Da sempre un fautore dello sport pulito e del sacrificio applicato all'allenamento, considerato che lavoro a tempo pieno (e per fortuna) da molti anni, so bene che significa preparare in modo ottimale una maratona o un'altra distanza e sono ben cosciente che quando non puoi dedicarti nella maniera corretta, i risultati ne risentono.

Ma oggi sono cresciuto e sono anche un papà :-)

Fattore determinante per la mia permanenza in Adidas, dunque, è stato indubbiamente il costante impegno e la voglia di condividere le emozioni sportive vissute, grazie anche ad una location quotidiana di allenamenti spettacolare quale è la mia Città, Palermo.

Da un certo punto in avanti, infatti, i social network dall'impatto veloce e sintetico, quali Twitter, Instagram e Facebook, hanno iniziato a prendere il sopravvento: è molto più facile comunicare con poche righe ed una bella fotografia agli appassionati tuoi follower, rispetto a dei pesanti e laboriosi Capitoli del libro sportivo della tua vita!

Comprese entrambe le cose, ho cercato di evolvermi anch'io senza mai abbandonare l'importanza che il blog ha sul pubblico, continuando a raccontare e descrivere metodologie di allenamento e tempi cronometrici, contrapposti ai risultati in gara.
Credo che oggi, nel bene o nel male, in tanti prendano spunto dai miei allenamenti e di questo ve ne sono grato!
Ovviamente ci sono anche i detrattori che al primo tentennamento non lesinano critiche, ma ci sta, nella vita virtuale così come in quella reale!

Oggi trovo comunque alcune difficoltà nel cercare la "foto perfetta", anche perchè non voglio mai essere banale nel pubblicare me stesso su social, e cerco di ispirare per davvero la gente a correre.
Le foto delle gare ovviamente rendono al massimo l'impegno e lo sforzo, ma essendo per lo più da solo durante la quotidianità (non per scelta ahimè), devo cercare di ritagliarmi dello spazio e del tempo per dedicarmi alla cura fotografica di un buon allenamento.
In questi anni, infatti, ho cercato di rappresentare Palermo nei suoi luoghi più affascinanti ed alle volte remoti, per esprimere l'essenza e l'importanza del Running anche all'occhio di chi guarda.

Da qualche mese a questa parte, ahimè, alcuni meccanismi nei Social Network hanno rotto gli equilibri, infrangendo, secondo me, i sani principi dell'essere atleta e di rappresentare lo sport, con un minimo risultato.

Sto parlando dei famigerati Hashtag, che mal digerisco ma che devo comunque utilizzare ai fini della comunicazione.
Grazie agli Hashtag, alcune aziende di settori affini al Running, hanno capito che possono manovrare l'interesse del pubblico utilizzando l'entusiasmo fornito da gente che non lesina di pubblicare qualsiasi cosa che riporti la "parola magica" che indirizzi al prodotto di riferimento.

Grazie allo sfruttamento di questi follower incalliti, che magari pubblicano continuativamente due-tre foto al giorno (magari ripetute ciclicamente o "vintage", cioè vecchie di diversi anni e riattualizzate, o che hanno uno scarso impatto visivo perchè realizzate in casa o sul divano del proprio salotto), ci si è resi conto che l'importante non è essere, ma apparire :-(

Fortunatamente, ed è meglio sottolinearlo, Adidas, Adidas Sport Eyewear, Compressport ed Agisko non credono in questo tipo di azioni e non perseguono alcun tipo di iniziativa del genere al fine di promuovere i loro prodotti di altissima qualità.

Continuando a chiarire la questione, tutto è nato a metà dello scorso anno, quando è spuntato un concorso che permetteva di correre la New York City Marathon 2016 (la Maratona più importante al Mondo) tutto spesato, legato ad un prodotto, semplicemente selezionando il vincitore che pubblicava più foto con l'hashtag di quel prodotto ed i likes che ne avrebbe ricavato un ritorno in termini pubblicitari.
Location dal mio punto di vista... Mondello Beach!
E' anche vero che la seconda fase di tale concorso prevedeva di raccogliere un punteggio in base ai chilometri totalizzati su un dispositivo GPS donato nella stessa fase, ma questo parametro era facilmente "scavalcabile".
Morale della vicenda, chi ha vinto, non ha fatto altro che riempire la sua pagina di foto alle volte di scarsissimo interesse.
Per carità... ognuno può fare ciò che vuole sulla propria pagina, ma se l'obiettivo da centrare è attrarre il potenziale utente finale, secondo me si ottiene l'esatto opposto.

Dal mio punto di vista, quel prodotto in questione, ha portato a New York un comunissimo runner che si è classificato nella media di un comune podista allenato.
Tale pubblicità è stata a mio parere così fastidiosa da non volerne sentire parlare più in futuro.
Oggi, a distanza di tempo, permango nella mia convizione: non ho più acquistato quel prodotto.

Successivamente, un altro noto brand ha offerto la New York City Marathon 2017 ad un gruppo di persone che hanno vinto tale concorso semplicemente con una votazione on-line, quindi senza basarsi in alcun modo ad una pre-selezione per capire le qualità atletiche di tali persone.
Tutto, farcito continuativamente dello stesso hashtag della casa madre che ha sfondato sul noto Social Network...

E la storia continua, con altri noti brand nel settore sportivo che stanno sfornando iniziative sempre più esagerate per colpire il pubblico con il Cavallo di Troia dei tempi moderni: l'Hashtag!

Non faccio altro che reagire male, perchè quando si eccede, si ottiene l'esatto contrario di una pubblicità positiva.

Tutto questo per raccontare quanto in peggio si stia evolvendo il concetto di sponsorizzazione o meglio ancora, di "testimonial" nel campo dello sport, ormai legato indissolubilmente e quasi esclusivamente al panorama dei Social Network di facile consumo.

Quindi, quasi tutti i brand ormai utilizzano il meccanismo dei Likes o degli Hashtag per lanciare concorsi con premi in palio, con meccanismi alle volte macchinosi, con la conseguenza di veder pubblicate migliaia di foto inutili e di scarsa ispirazione con l'unico fine di poter leggere l'Hashtag miracoloso...

Adidas ovviamente non può stare a guardare ma agisce nel mondo Social in modo differente.
Accantonate le sponsorizzazioni di eventi (ormai ridotte all'essenziale, magari utili a lanciare un settore dello sport, come la Corsa in Montagna per esempio, con l'evento Resegup per la rinnovata linea Outdoor e Trail Running, Terrex), da tempo si è concentrata sul concetto di benessere applicato alla corsa con il Runbase che ha sede in Milano.

Il Runbase ha lanciato tutta una serie di iniziative e tendenze che fondamentalmente hanno ispirato i Running Club moderni, con uno staff di gente competente o professionisti del mondo del Running, che siano Atleti stessi, Preparatori Atletici, Coach di indubbia esperienza e dal grande Palmares, Nutrizionisti, massaggiatori e altro.
Qui il mondo virtuale c'entra ma corre al pari passo della vita reale vissuta e non ci sono premi in palio se non il tuo benessere personale...

L'Hashtag #whyirunmilano è ben congegnato, tant'è che il mio preferito, modificato a tema, #whyirunpalermo che significa poco o nulla per l'Azienda, mi rappresenta in tutto e per tutto nei miei allenamenti quotidiani.

Runbase di recente ha deciso di portare il suo entourage nei vari quartieri di Milano tramite un Bus, creando delle vere e proprie sedute di Running per chi non può recarsi fisicamente dalle parti del Parco Sempione.
Oppure recentemente l'evento creato in collaborazione con l'Università di Milano ha permesso di unire lo spirito sportivo con la cittadella del sapere, organizzando anche una vera e propria gara podistica.

Tutto ciò rappresenta la pubblicità dei tempi moderni che viaggia istantaneamente in rete attraverso le foto e gli Hashtag e che crea del reale movimento e sfrutta l'immagine dei Social Hero ai quali ispirarsi.

Innegabile, quindi, che i tempi stanno cambiando e, dopo questi anni di grandi battaglie e continue gare ed allenamenti, mi sento di voler dare ai giovani atleti del futuro alcuni consigli su come approcciarsi ad una sponsorizzazione (una sorta di guida, seppur in contro-tendenza).

La nuova partnership
1 - Pensate ad allenarvi prima di passare tanto tempo ed ore sui Social Network che non va messo al primo posto della vostra vita ma tra gli ultimi. Ovviamente lo Studio è al primo posto perchè vi aprirà le porte nella vita e nello sport che praticate.
Una mente brillante fa un Atleta brillante.

2 - Prediligete la qualità dei vostri risultati e pubblicate delle belle foto, che facciano davvero venir voglia di correre o di far fatica e non cadete mai nel banale.

3 - Chiedere è cortesia e sapere utilizzare bene la posta elettronica è ormai fondamentale per avere un approccio positivo con le Aziende.

4 - Diventare Testimonial o addirittura Atleta di un'Azienda sportiva non sarà mai facile, ma se riusciste ad entrarvi dalla porta secondaria (ovvero tramite questi famigerati concorsi su Social) e conoscete bene il vostro valore, date sempre priorità alla comunicazione ed informate l'Azienda dei vostri progressi, risultati, allegando foto ed immagini di spessore.
Siate sintetici e di impatto, è un modo per dire che siete costantemente presenti a rappresentare al meglio il Brand.

5 - La vita non è facile, sin dalla nascita, e non vi regalerà mai niente: ogni cosa che otterrete ricordate bene che è sudata con l'onesto impegno e siate riconoscenti all'Azienda anche per un solo paio di scarpe che eventualmente vi darà.

6 - Non rivolgetevi ad intermediari, di norma sono delle persone che vogliono farvi perdere tempo (e lo dico per esperienza): quando vi troverete dalle parti di un expo Maratona con gli espositori di varie Aziende, chiedete gentilmente un contatto e chiedete direttamente voi stessi il supporto: se lo otterrete la soddisfazione sarà doppia e non dovrete dire "grazie" a nessuno.
Altresì rivolgersi ad un intermediario (che magari sostiene di essere in contatto con l'Azienda sportiva) avrà probabilmente altri interessi diversi dai tuoi e così tanti altri pensieri per la testa che decisamente non sarai tu la sua priorità.
Il tempo che potreste perdere è tanto, più di quanto immaginiate, andando dietro a presunti intermediari.
Ed il tempo è prezioso, più del denaro stesso...

7 - La vita reale sta sempre al di sopra di ogni altra cosa e continuo a sostenere che il veicolo pubblicitario migliore sono le gare podistiche piene di partecipanti e persone che accorrono all'evento.
La vita virtuale può anche avere più visite alla tua pagina ma non ha lo stesso impatto.
Le Aziende serie riconoscono ancora oggi questo importante mezzo promozionale.

8 - Siate sempre sinceri quando parlate del prodotto, vi sarà riconosciuto nel tempo, in più vi da una maggiore consapevolezza e credibilità.

9 - Il motore che alimenta il vostro entusiasmo è la Passione: se sono 20 anni che corro tutti i giorni senza mai stancarmi e da 10 corro per Adidas, vuol dire che hai trasmesso ispirazione positiva al Brand e l'Azienda riconosce la tua stessa passione.

10 - Non vendetevi per un paio di scarpe messe in palio in un concorso senza nessuna regola, per nessun motivo: la dignità di Atleta e persona verrà prima di ogni opportunità, le gare più belle e le esperienze più memorabili sono quelle ottenute con spontaneità e quando sarà il momento giusto arriverà l'opportunità che aspettate da tempo.

L'attualità oggi corre sul Social, magari tra qualche anno nuovi equilibri saranno rotti e non sarà facile stare al passo con i tempi...

L'umiltà e la piena consapevolezza di se stessi resta sempre l'arma vincente.

venerdì 9 giugno 2017

Stringi i denti e... Prova a Vincere!

Non tutto può sembrare semplice, ma alle volte per far bene qualcosa
devi avere la mente necessariamente sgombra...

Palermo, tutto maggio fino al 02 giugno...

E' un periodo delicato, lo ammetto.
Cronica mancanza di riposo, di sonno e di recupero psicofisico.
Certi "ritmi" di vita non si possono sostenere a lungo ma per adesso le cose vanno così e da quando il piccolino di casa è venuto al Mondo, non mancano le gioie e pazienza se gli allenamenti quotidiani vanno un pò per i fatti loro...

C'è poco da raccontare in quest'ultimo mese di maggio appena passato, se non la ricerca di una continuità e linearità di vita e di allenamenti persi per strada più e più volte.
Complice e artefice di tale smarrimento il più banale dei virus dell'influenza che, come avviene nella maniera più classica, lo cogli da chi è già stato contagiato ed inspiegabilmente ti annienta nelle tue forze...

Ripartire da zero, nonostante già buoni riscontri in pista, ma nulla di eccezionale, è dura.
Ancor più dura quando non hai più orari nè puoi permetterti il lusso di un appuntamento per l'allenamento di gruppo che fa molto bene alla tua psiche, alleggerisce i tempi sul cronometro e la difficoltà dello specifico stesso e ti rasserena, non poco.
E' proprio vero, questo ingrato sport mi da sempre più conferma di essere una disciplina mentale ancor più che fisica, comandata principalmente dalla forza di volontà.
Più è grande la forza di volontà, più ti accolli sacrifici per regalarti ampi spazi di libertà e benessere.

Ma non vuoi nè devi arrenderti.
Devi inventarti allenamenti sul momento o puntare tutto sulla velocità (di esecuzione) per compattare il tutto (riscaldamento, specifico e defaticamento) possibilmente nell'arco dell'ora.
Ma lo fai per il bene del tuo piccolino, per non negargli tante belle esperienze...

Quindi, tra ripetute veloci, interruzioni brutali per malattia, orari assurdi e giornate "no", alla fine perdi la bussola e ti ritrovi spaesato.
Qualche occasione l'ho persa, come un buon 5.000m organizzato recentemente sulla Pista di casa, con buoni protagonisti a parteciparvi, ma la convalescenza è stata lunga ed è capitata in quel periodo.

Passaggio in Palazzina Cinese e gruppo compatto, primo giro.
Allenamenti rilevanti non ne ho da raccontare, ma ho provato comunque nei fine settimana di costruire un pò di forza fisica con i classici esercizi a corpo libero intervallati da ripetute in salita ripide, oppure affrontare direttamente tutta la salita ripida di Monte Pellegrino Scala Vecchia, per gradi, fino ad attaccarla con il massimo dello sforzo fisico.
Tra qualche settimana proverò ad arrivare fino alle famose "Antenne".
E' un ottimo esercizio di stimolo dei piedi, da sempre il mio elemento più "pigro".

Giorno 02 giugno, ho approfittato della gentilezza degli organizzatori, per correre un "medio" alla "Minimaratona di Sicilia", corsa su strada di 15 Km con partenza e arrivo dentro lo Stadio delle Palme, che si snodava lungo i viali del Parco della Favorita, toccando i vertici del Piazzale dei Matrimoni e la Palazzina Cinese.
Nome dell'evento quantomeno fuorviante e poco tecnico, ma snaturato appositamente per ricreare un'edizione "zero" di un evento che non poteva funzionare, ovverosia la Maratona posta in un periodo particolarmente caldo nel calendario.
Questa 15K è una giusta distanza, con la possibilità di correrla a staffette di 2 x 7,5 Km.

Pur non sapendo della presenza di un giovane avversario di "fuori Città", concentravo le mie scarse energie mentali sul bravo Cimò (Universitas Palermo) che circa un mese prima mi aveva sconfitto in un'altra corsa locale, seppur in condizioni di salute già precarie.

Le mie forze mentali non erano tra le migliori ed onestamente non avevo molta voglia di lottare.
Forse, non avevo nemmeno voglia di partire stavolta, il che mi demoralizzava parecchio, ma dentro di me cercavo di trovare un motivo per rinunciare... non ve n'era nessuno.

Così una volta partiti, inseguo per il primo chilometro, corso abbastanza lentamente in 3'20", Cimò, in compagnia di un giovane staffettista e di Salvatore Franzese, giovane runner dell'Atletica Reggio (Emilia).

Il quartetto di testa si definisce definitivamente nel giro di poco tempo, con Buccafusca ormai staccato e con un ritmo inferiore al nostro.
Una volta affrontato il giro di boa del Piazzale dei Matrimoni, si correva in senso opposto ed in salita.
Chi ha inventato gli occhiali da sole è un benefattore... annulla l'assenza
espressiva quando ne hai bisogno (come in questo periodo)!
Trovavo buoni piedi per restare avanti tra i protagonisti e mantenere (passivamente) un discreto ritmo, fino a dirigerci in Palazzina Cinese e tornare indietro verso lo Stadio.

A quel punto, dopo aver affrontato un più breve tratto in salita, ci si immetteva in discesa per circa altri 2,5 Km prima di terminare il giro e lo staffettista, come era prevedibile, accelerava un ritmo fin troppo soffocato nell'agio di tutti quanti.

Questo forcing porta, con una certa sorpresa, la resa di Cimò che al termine del primo giro, si ritirerà dalla corsa.
A quel punto, restavamo io e Franzese, con il secondo staffettista avanti, Lorenzo Abbate (Universitas Palermo) da provare ad inseguire.
Franzese prova ad incrementare il ritmo, lo vedo pimpante in discesa e, poichè non avevo alcuna voglia di lottare quella mattina, immagino che a breve mi sarei arreso e non avrei trovato più forze per reagire.

Tornati nuovamente ad affrontare il lungo tratto in leggera salita della Favorita, il ritmo si appiattisce e, complice un Abbate avanti di circa 50m in lieve calo, provo ad avvicinarmi a lui, compromettendo tutta la presunta solidità del mio avversario.

Sento i passi di Franzese allontanarsi fino a non sentirli più, conseguentemente rilancio l'azione con buona frequenza.
Vincere in Casa è sempre bello... Per ora avanti così!
Probabilmente viaggiavo sui 3'25"/Km in quel momento, niente di particolare, ma sono ben cosciente che al momento più di così non potrei fare.
Abbate è presto riassorbito e ne approfitto per staccarlo immediatamente: non corre nemmeno vicino al mio ritmo e non posso rilassarmi perchè il mio avversario potrebbe rimontare.

In quei momenti, decisivi per le sorti della gara, con tutta la lucidità che possedevo, sapevo di dover incrementare il più possibile la mia azione, durante il tratto piano della Palazzina Cinese, perchè quando incrementi il distacco sul tuo avversario, crei in lui quella reazione psicologica avversa che lo porta a breve alla resa.

Volevo in lui la resa, ma non conoscevo il distacco finchè non affronto il giro di boa e la resa era già compiuta da tempo!
Evidentemente non era così in forma come sembrava, ma non mi arrendo finchè non affronto la parte più veloce del finale di gara, provando a rilanciare con le forze rimaste.

Presto detto, lo Stadio ormai è vicino ed inaspettatamente, vinco la Corsa!
51'26" il crono finale, media 3'25"/Km,
caldo non eccessivo e ventilato, grazie alla partenza delle ore 09:00.

Una volta reintegrati i liquidi e cambiato d'abito, mi auguro di poter assistere alla premiazione al più presto, cosa che avviene in tempi brevi.
Era ormai tarda mattina, afferro i trofei, mi faccio una doccia veloce e raggiungo i miei tesori.

Una giornata di mare, con l'adrenalina della gara appena svolta, mi aspettava sorridente...

(Ringrazio Adriana (della rubrica "4 chiacchiere di corsa" su FB) per i suoi bellissimi scatti, oltre Ferruccio per la sua sempre lieta disponibilità)

mercoledì 12 aprile 2017

Vivicittà Palermo - Il meglio in ambito Nazionale!

In tanti alla partenza di Via Libertà!
Palermo - 09 aprile.

Dopo alcune trasferte in terra milanese, tornare a correre nella propria Città ci voleva proprio.
Dico GRAZIE all'organizzazione del Vivicittà di Palermo, ringiovanita nella gestione già da un anno pieno, ha finalmente ottenuto ampi consensi ed un successo sia di partecipanti nella passeggiata non competitiva rivolto alle famiglie ed in special modo ai bambini, che dal lato puramente agonistico.

Il richiamo mediatico della manifestazione ha suscitato l'interesse in campo nazionale visto che il Vivicittà si è disputato in ogni angolo d'Italia, con diverse sedi prestigiose e con la lotta aperta alla classifica nazionale comparata dalle varie sedi, secondo un calcolo basato sul coefficiente tecnico di difficoltà del percorso.

Se aggiungiamo che nella stessa giornata il Parco della Favorita è rimasto chiuso alle auto per tutta la mattinata, le due iniziative hanno reso (credo involontariamente) Palermo una Città che ama lo sport, la natura e si muove a piedi!
...Bello se così fosse davvero!
Ed invece lo zoccolo duro degli automobilisti strombazzanti agli incroci continua ad insistere ed esistere, ma soltanto con queste belle iniziative si può contribuire a portare all'estinzione questa nicchia di gente fuori dallo sport e contraria ad ogni forma di cambiamento (in positivo) che magari incontri per strada ed esclama con calma e nochalance ironica: "ah, domani siete quelli che bloccherete una Città" e magari all'indomani perdono quella finta eleganza per trovarsi a scalpitare agli incroci pur di passare, alla faccia della lunga fila di podisti che regolarmente hanno "pagato il biglietto" (dicasi pettorale) quella domenica.

La mia gara grosso modo si è sviluppata così, io e lo stradone da soli
Fatta questa doverosa premessa che per nulla ha rovinato questa festa di sport, ho potuto constatare con i miei occhi quanto importante sia stato il successo della manifestazione osservando una fila infinita di magliette verdi della manifestazione correre o camminare a passo svelto con bimbi, cani, passeggini o altro per le strade del centro.

La mia settimana era rivolta allo "scarico" post Maratona ed al recupero muscolare dopo l'intenso sforzo patito per la crisi.
Quando entri in crisi sei consapevole che il fisico smette di funzionare a dovere ed inizia ad attingere energie dovunque, anche in settori che non dovrebbe e quindi va ad intaccare i muscoli ed altre risorse basilari del proprio corpo.
Ecco perchè è molto importante allenare il proprio fisico a correre anche a digiuno, specie al mattino, perchè lo si addestra a gestire molto meglio le risorse assimilate la sera prima, ma ahimè in questa preparazione mi è stato impossibile prendermi cura di questo dettaglio e correre al mattino è stato molto difficile, ma è un momento che passerà.

Allo Stadio, qualche giorno dopo, incontrandomi con il Prof. Liga, ci siamo comunque abbracciati in modo mesto e contenuto ed in fondo ci siamo ripromessi di provare con la 42K ed in condizioni psicofisiche (mie) sicuramente migliori.
In settimana, ho spezzato la monotonia della corsa lenta con un mini-fartlek da 10 x (1' forte + 1' piano) dentro il fondo lento e via verso il Vivicittà.

Alla partenza c'erano sicuri protagonisti del panorama nazionale: dagli azzurri Floriani (G.S. Fiamme Gialle) ad O. Zoghlami (CUS Palermo), oltre che Terrasi (G.P. Parco Alpi Apuane) autore di belle gare ai cross regionali e nazionali e l'evergreen Hamad Bibi (G.S. Universitas Palermo) dall'alto dei suoi 38 anni.

Ero cosciente di non poter tenere nessuno di loro ed ero ben concentrato sull'ipotesi di dover condurre poco dopo il via una gara completamente in solitaria, quindi un bel "medio" competitivo per rientrare agli allenamenti.

Lo sparo degli oltre 4.500 partecipanti della gara competitiva, avveniva all'altezza dell'ingresso del Giardino Inglese di Via Libertà e si presentava con una formula semplice e geniale: proporre due giri da 6 Km al fine di evitare confusionari doppiaggi e "regalare" l'intera Via della Libertà ai podisti, almeno per una volta in una gara diversa dalla Maratona.

Al via i quattro sopra citati protagonisti scappano via sul piede dei 3'00"/Km ed io, pur correndo sul lungo declivio iniziale intorno i 3'10"/Km non posso far altro che osservare il loro graduale allontanamento.

Via della Libertà è una strada perfetta per correre diverse gare, sogno ed immagino ad esempio un 1.500m o 3.000m tutto dritto in un unico rettilineo per gambe veloci e scattanti su più batterie distinte per fasce d'età fino alla categoria "Professionisti" diverso dalle solite corse su strada da 10 Km circa.

Questa volta si corre con il piede premuto sull'acceleratore dall'inizio e per tutta la durata della corsa e, grazie ai lunghi allenamenti - Maratona, sentivo spingere bene piede e caviglie fino alla fine.
Ahimè, purtroppo nel complesso la mia corsa era indurita e poco efficiente ma ero ben conscio che dopo soli 7 giorni di recupero da una 42K, avrei corso in maniera legnosa e macchinosa.

Al termine della lunga salita che portava alla famosa Statua di Piazza Vittorio Veneto che si costeggiava dal suo imponente interno, si ritornava indietro sempre sulla Via della Libertà e stavolta potevo correre in discesa.
Ma non riuscivo ad essere decontratto e con lo sguardo rivolto verso la testa della corsa che man mano diveniva sempre più lontana, cercavo di non mollare rilanciando l'azione.
Una volta giunti al vertice opposto, costeggiando Piazza Castelnuovo e l'intero Teatro Politeama, ci si reimmetteva in Via della Libertà correndo verso il passaggio del primo giro, lungo 6 Km.

L'impegno era massimale e stavo tirando il meglio di me, pur consapevole che già da tempo ero tagliato fuori per il podio assoluto.
La mia corsa non migliorava di molto ma almeno notavo che nella successiva risalita verso il Monumento ai Caduti, opera di Ernesto Basile intono al 1910, non accennavo alcun clamoroso cedimento, restando più o meno sul mio passo.
Evidentemente non riusco ad essere più veloce di quel ritmo quella domenica e comunque cercavo di prendere il minor distacco possibile dai formidabili quattro.

All'inizio della lunga discesa di ritorno dal 2° ed ultimo giro, inizia a staccarsi Alessio Terrasi, lasciando a Bibi, Zoghlami ed il favorito Floriani, la lotta per la vittoria finale.

L'arrivo, contento di aver corso bene
Già i quattro avevano colmato per intero il giro intorno alla Piazza Castelnuovo ed in quel momento, quando mi accingevo ad entrarvi, sbucava con ottimo controllo Yuri Floriani in corsa solitaria verso la vittoria finale.
Staccato di circa 50m vi era O. Zoghlami e, di altri 70m circa, un formidabile Hamad Bibi, il vincitore morale di quel giorno, considerata la sua vita da NON professionista, sacrificata e colma di impegni lavorativi pesanti e sicuramente da un solo allenamento al giorno.
E se si prendesse cura del proprio corpo chissà cosa sarebbe davvero in grado di fare?
Fenomeno.

Fatto un rapido calcolo in mente, capisco che i miei intenti nel finir della corsa sono naufragati e di parecchio, dato che accuserò circa tre minuti dai vincitori, e parlo al plurale perchè nella classifica compensata per le varie sedi del Vivicittà i primi quattro sono i classificati della prova palermitana.

Con il senno del poi, correndo in compagnia di un altro avversario, magari gli stimoli sarebbero stati superiori ed avrei accusato minor distacco, ma comprendo che questo buon 5° posto a 3'19"/Km su un percorso non proprio velocissimo chiude definitivamente il ciclo della corsa endurance ed apre la visione alle gare più brevi su Pista.
Magari lo stress aumenterà sulla breve distanza e l'acido lattico sarà duro da smaltire, ma l'obiettivo nei prossimi mesi solitamente roventi sarà di correre meno chilometri (e quindi meno stressanti per il fisico) dedicandomi alla qualità ed alla tecnica di corsa.

Un lavoro che, spero sotto l'occhio attento del Prof Liga, porterà i suoi frutti per ri-acquisire la brillantezza persa nei mesi invernali.

(Ringrazio Sicilia Running per l'ampio reportage dell'evento e la perfetta organizzazione)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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