41° New York City Marathon - 20° Posto Assoluto - 1° Europeo

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Un Sogno Ad Occhi Aperti...

mercoledì 28 settembre 2016

7° Memorial D'Acquisto - Battaglia Vera dal Primo Metro!

Podio M35 - Ma dove sono i giovani atleti?
Palermo, 25 settembre.

La 10K del Memorial D'Acquisto è la prova regina del calendario del Gran Prix di gare su strada che si svolge in Sicilia, quest'anno si è raggiunti il record di oltre 1.000 iscritti e credo che non sia mancato davvero nessuno a questa prova tanto attesa.
Mi sono allenato bene in quest'ultimo mese di settembre, tante dure prove, seppur ripetitive e noiose andavano svolte e sono servite a farmi trovare una buona rotondità di falcata, anche se ho sempre da recriminare la mancanza di agilità nel finale delle stesse.

Questi aspetti e pochi altri dettagli li cercherò con forza nei prossimi allenamenti, ma fin qui posso finalmente affermare che sto pian piano tornando ai miei migliori livelli e correre una gara di 10 K su strada con avversari competitivi era diventata una priorità!

Complice la concomitanza con il Memorial Peppe Greco di Scicli, svoltosi il sabato prima, 24 settembre ed in tarda serata, qualche protagonista annunciabile del D'Acquisto era assente, ma gli avversari temibili erano già tanti, uno su tutti, Hamad Bibi.

La carica dei 1.000
Ahimè, la giornata era iniziata con grossi nuvoloni carichi di umidità ma restii alla pioggia, un clima fortemente disagevole per me che restare asciutti sarebbe un sogno ad occhi aperti, ma ciò che mi preoccupava era la mole di runners presenti in un circuito di appena 2,5 Km da ripetere 4 volte... un incubo - doppiaggi che si sarebbe materializzato soprattutto all'ultimo giro!

Bello lo scenario di Via della Libertà chiusa al traffico, all'altezza del Giardino Inglese, lungo il rettilineo che ti portava a Piazza Castelnuovo (Politeama) e ritorno: sarà banale dirlo ma anche se ho corso su queste strade milioni di volte, esse stesse hanno sempre il loro fascino :-)

Prima del via la calca dei mille si faceva sentire ed era altissimo il rischio caduta.
Il Sindaco Leoluca Orlando provvedeva ad effettuare il tradizionale colpo di pistola e, come previsto, pochi attimi dopo il via, il rischio di cadere è stato così elevato tanta era la calca di gente alla ricerca di un posto nelle prime posizioni, che ho dovuto sgomitare "di mestiere".

Superata la concitazione del momento, inizia subito la gara vera ed in poche centinaia di metri eravamo in tre i coraggiosi runners che non badavano alla posizione ma a migliorare il tempo sul cronometro, primo fra tutti Hamad Bibi che si è subito messo sul ritmo dei 3'09"/Km.
Un grande Giovanni Cavallo arriverà a circa 30" da Bibi
Accanto a me, come avevo previsto, si assesta il catanese Giovanni Cavallo (Podistica Messina) che da tempo si era fatto notare con delle ottime uscite e tempi cronometrici di assoluto rilievo, come un 5.000m in pista sul filo dei 15'00".

Sapevo che dovevo temerlo ma in realtà ha entusiasmato la gara divenendo lui entro il primo giro l'unico avversario di rilievo del marocchino Bibi.
Infatti Hamad "ammazza" la gara con questo forcing micidiale che non potevo permettermi tant'è che arrivati a Piazza Politeama, che un tempo verdeggiava di alberi ormai scomparsi per far posto ad una delle grandi opere chissà mai se compiuta, il passante ferroviario, schizza avanti di ritorno in Via Libertà lasciando sul posto sia me che un Cavallo indeciso sul da farsi.

Entro poche centinaia di metri, complice la mia resa ragionata, Cavallo decide di andare all'inseguimento di Bibi e per molto tempo resteranno i miei unici punti di riferimento volti a non mollare un metro e restare concentrato sul tempo cronometrico, più importante della posizione finale.

Dietro si era formato un gruppetto di altra gente d'Elite in Sicilia, ma penso che qualcuno di loro avrebbe potuto correre con maggiore impegno invece di osservare passivamente lo svolgimento della corsa ad un ritmo non consono alle attese, come avrebbe potuto fare Lucio Cimò che si è allenato duramente con me.
Tutte le Statistiche della Gara dal sito MiCoach

A me non importava un possibile cedimento finale, ma rendere onore alla corsa, non accusare troppo distacco da Bibi su una distanza di certo non mia e dimostrare che gli allenamenti e la dedizione del Prof Liga non erano buttati al vento, nonostante tanti bei cambiamenti a livello personale abbiano influenzato un poco il mio stile di vita e le mie giornate.

Il primo giro, infatti, passa rapido sotto gli 8 minuti e facendo un rapido calcolo resto insoddisfatto di un probabile 32' che non sarebbe arrivato mai visto la grande fatica accusata e devo comunque calmare gli animi e gestire una corsa lanciatissima e già in salita.
Nonostante ciò, riesco ad avvertire comunque un buon giro di gambe ed uno stile più alto che piacerà al pubblico, infatti a fine gara in tanti runners mi diranno quanto fosse migliorata la mia corsa, il che è la maggiore delle soddisfazioni!

Bibi e Cavallo intanto si allontanano e come detto, non mi do per vinto e cerco di correre il più fluido ed agile possibile ma la giornata è al solito pesantemente calda e umida ed il mio fisico soffre a dismisura tale surriscaldamento.
Attendendo giornate più fresche corro un buon secondo giro ed inizia il terzo, con il duo avanzante sempre distanziato di poco che si inizia a confondere con i primi doppiaggi.
In men che non si dica i doppiati diventeranno decine e decine, tutti sparsi lungo la già ampia sede stradale di Via della Libertà che traboccherà di podisti di ogni passo ed età.

Purtroppo con questi numeri e con questo livello di gente sarebbe stato più saggio correre due batterie ma si sarebbero dilatati i tempi di attesa della (nostra seconda) batteria, meglio quindi puntare su un giro più grande, magari di 3,3 Km da ripetere tre volte, sempre previa autorizzazione comunale...

Gara tirata sin dal via, la foto inganna!
Già alla fine del terzo giro i miei utilissimi punti di riferimento la avanti spariscono in mezzo alla folla di colori e scarpette marcianti, il che poteva essere un ottimo stimolo a correre forte, ma ormai diventava uno stress trovare la via di buca per passare muri di cinque persone spesso distribuiti uniformemente lungo il selciato, impedendomi quasi di passare.
I giri di boa a quel punto divenivano un grosso ostacolo ed al termine del terzo giro mentre cercavo di passare uno di quei "buchi" in mezzo alla gente, un podista tra questi doppiati, decideva improvvisamente di accelerare finendomi addosso, spingendomi...
Rabbia, orgoglio o assurdità?
Fatto sta che tempo per riflettere non ce ne stava e serviva non accusare ulteriore cedimento nel tempo sul giro...

Ormai era giunta l'ora dell'ultima tornata e dovevo correre più forte della precedente, segno che comunque stavo molto bene sulle gambe ed ero riuscito a gestire un grosso sforzo in una distanza molto difficile.
Stress di doppiaggi a parte, con maggiore libertà di corsa avrei potuto far meglio ma la gioia di giungere anche sprintando pò è grande e riesco a tagliare il traguardo al terzo posto con un discreto crono: 32'56", migliorando di 46" il risultato dello scorso anno.
Arrivo e non sofferto!

I parziali della gara sono i seguenti: 7'57" - 8'17" - 8'25" - 8'16"

La media generale parla di 3'18" il che mi lascia l'amaro in bocca perchè nei giorni scorsi in allenamento, dopo un concitato 10 x (100m Forte + 100m Recupero) e parziale in 6'26", avevo concluso correndo in pista 6 K a ritmo medio concludendo i 15 giri proprio a 3'17"/Km senza andare a cercare chissà quale prestazione.
Un altro allenamento ben svolto era stato domenica 18 all'esterno Pista in compagnia dei ragazzi del Prof. Liga, con 5 x 1.000m ed 1 x 2.000m tutti sui 3'00"/Km e con un caldo atroce.

Le basi erano solide, lo sono ancora e posso avere qualcosa da recriminare, almeno una 20ina di secondi sul tempo finale di gara, ma possiamo mettere tra le causali le condizioni proibitive di corsa della seconda parte e la forte umidità.

Presto inizieremo a pensare a correre una buona mezza maratona, la voglia e la volontà ci sono tutte, finalmente grazie a molte persone sono entrato in un bel periodo positivo :-)

(Ringrazio Sicilia Running ed il Social 4 chiacchere di corsa presente su FB gestito da F. Castiglia ed A. Ponari)

venerdì 2 settembre 2016

Napola-Mokarta - Venti Anni di Grandi Successi!

Foto - Copertina della Partenza dell'edizione n°20 della
Volata Napola - Mokarta
Napola (TP) - 28 agosto - E siamo giunti al ventennale.

Quando ricevo a fine manifestazione la medaglia - simbolo dell'evento, mi emoziono.

Rivivo tutte le edizioni a cui ho partecipato, ognuna di altissimo livello, dove in quelle strade di fine agosto maledettamente roventi dove il sole tarda a scendere giù, hanno corso centinaia di atleti di grande spessore, italiano ed internazionale.

L'ho detto più volte, gli organizzatori di Napola sono in gamba e la loro gara non è tramontata, proprio come fa il sole di agosto che fino all'ultimo metro della corsa non ci molla un secondo, perchè si danno da fare tutto l'anno e perchè, loro si, meritano tutto l'affetto di noi atleti locali che vogliamo essere lì, a tutti i costi, ogni anno.

Quest'anno, nella medesima data, si correva a Palermo al mattino un'altra corsa - simbolo molto affascinante, ovvero l'acchianata della Scala Vecchia fino al Belvedere, passando per il Santuario.
La mia scelta è stata perentoria un mese fa, Napola-Mokarta è irrinunciabile, per la sola emozione di essere schierato lì al via, con decine di Campioni.

La settimana poteva essere nuovamente in attivo, ma ho avuto impegni personali così importanti da potermi allenare solamente al mattino oppure nel primo pomeriggio, laddove a Palermo, tutt'ora, si raggiungono temperature poco inclini a chi pratica lo sport della corsa.
Tra l'altro, in uno di questi pomeriggi, ho visto tracollare con i miei occhi un giovane di circa trent'anni, che è svenuto davanti la fontanella dell'acqua...io ed alcuni runners abbiamo atteso che arrivasse l'ambulanza e dopo qualche secondo si è ripreso, fortunatamente...
Purtroppo mi sono dovuto accontentare e, come era prevedibile, non ho raccolto alcun risultato.
Nonostante fossi ben allenato e carico, uno di quei pomeriggi allo Stadio, mercoledì 24, svolsi l'ultimo allenamento di ripetute prima di Napola ed a quell'ora calda ho raccolto solo miseri risultati: le gambe giravano ma non spingevano e non riuscivo ad andare oltre un ridicolo 1'16" per ognuna delle ripetute di 12 x 400m (R.45").
Da prendere con filosofia, alcune priorità vengono prima di ogni altra cosa.

Conscio, quindi, di essermi allenato in condizioni "estreme" e di avere comunque un buon bagaglio di qualità sulle spalle, domenica 28, insieme al forte marocchino Bibi, instancabile lavoratore (sarà questo il segreto del suo successo?), ci rechiamo alla volta di Napola.
Quest'anno la gara non risultava prova del Gran Prix Amatori e risaltava all'occhio la minor partecipazione nelle batterie amatoriali, chi ha corso a quell'orario, intorno alle cinque del pomeriggio, ha fatto un'enorme fatica nel portare a compimento la prova dato il caldo esagerato di quell'orario.

La Presentazione... Momenti di grande emozione!
Per la prova internazionale, ci si da appuntamento quando il sole è calante, poco vicino le sette di sera: un preview molto gradevole per gli abitanti di Napola ormai diventato tradizione.
Quest'anno lo stuolo di corridori africani è stato impressionante, sfiorava la doppia cifra, tutti di alto livello e capaci di contendere la vittoria ai vari pretendenti italiani, tra i quali spiccavano Rachik, Floriani (reduce dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro) ed El Mazoury.
Avrei giurato di vedere in alto anche il talentuoso Vincenzo Agnello, reduce da un periodo in altura sull'Etna ed avrò ragione del mio pronostico: sarà in grado di battagliare con i migliori italiani fino alla fine!

Il pubblico di Napola mi accoglie con enorme affetto ed entusiasmo e cerco di non deluderlo.
Al via, dopo solo cento metri, Rachik parte subito all'attacco in discesa e scuote il gruppo.
Il suo primo attacco non sfalda i migliori protagonisti ma, conscio della difficoltà del percorso, accuso un primo distacco per contenere e gestire al meglio lo sforzo.
Con me si installa un gruppetto tirato da Tiziano Giammanco (l'allievo del Prof. Ticali), Idrissi ed il rientrante Spinali.
Il gruppone di africani resta passivo e solo Rachik continua a tirare il gruppo che vedo pian piano allontanarsi.
Con l'esperienza di anni di battaglie su queste epiche strade, celato dalle mie lenti fotocromatiche Vario, attendo che qualche vittima illustre si stacchi.

Da lontano osservo l'andazzo e si inizia a delineare la storia della gara, con Bibi presente tra i migliori outsiders assoluti ed i migliori italiani a reggere il confronto con i colored.
Il lombardo Omar Guerniche spicca tra l'altro in mezzo ai migliori, mentre Brancato prova con tutte le forze a restare fino alla fine con il gruppone di testa, ma accumulerà un leggero distacco nel finale.

Il primo a staccarsi sarà il giovane Mazzara, ma un ragazzino che ne può sapere di tattica e saggezza?
Tutto spregiudicatezza che non pagherà alla fine, ma lodevole il tentativo di restare con il gruppone per almeno i primi quattro chilometri.

Il Gruppetto dal quale spiccherà Giammanco (20)
Intanto, io e Giammanco facciamo selezione e non resta più nessuno a seguirci da vicino.
Quella maledetta, lunga salita che conclude il giro dà il nome alla "Volata", perchè non finisce mai e perchè devi spingere fino alla fine perchè non da scampo; il caldo della strada asfaltata ti crea molto fastidio.

Il giovane Tiziano è più "in palla di me" e lo dimostra a più riprese tentando di staccarmi, ma inizialmente non ci riesce ed ogni tanto prova a rifiatare pure lui.
Nel frattempo la strada scorre sotto i nostri piedi, il pubblico si fa sempre più rovente e, come accade nelle corse su strada siciliane, gli anziani del paese si schierano a bordo strada sulle loro sedioline che almeno per questa volta non sono utilizzate come "passo carrabile".

Al chilometro 4,5 raccogliamo una vittima illustre dell'inizio di gara, ovvero Alessio Terrasi che di lì a poco si ritirerà perchè non riusciva a respirare bene.
Anche Alessio, reduce da un periodo di altura, pagherà al contrario gli effetti della vita con minore ossigeno che comporta reazioni differenti nel fisico di un atleta: può andare male nei primi giorni al rientro dall'altura ma alla lunga è un metodo di allenamento che paga tantissimo.
Alessio lo dovremmo vedere protagonista assoluto nelle gare da settembre in poi.

A quel punto, devo solo stringere i denti perchè la gara entra nella sua fase più difficile.
Seppur rinfrancato dall'illustre sorpasso, ad inizio del quarto dei cinque giri previsti, mostro un maggiore affaticamento e inizio a staccarmi, anche troppo bruscamente dal mio diretto avversario.
Adesso si tratta di stringere i denti e pensare il meno possibile alle altre due lunghe salite da affrontare in solitaria.
Il quarto giro sarà, come prevedibile, di gran lunga il peggiore e accuserò un serio distacco da Giammanco, quantificabile in circa venti secondi.

All'ultimo giro, stringendo i denti, provo a cambiare passo e cerco di spalmare sui vari settori del percorso le energie rimanenti.
A tratti reagisco bene e, mentre i primi tagliano il traguardo, mi attende, con il sole che mi da del "tu", di fronte a me, la lunga montagna da scalare.
A quel punto il sole è alle spalle e, con acceleratore a manetta e bocca spalancata, riesco ad agguantare il traguardo, esultante.

Gli Ultimi metri di una "Volata" vera e propria!
Ancora una volta, la Volata Napola - Mokarta è mia, chiudendo al 16° posto in 33'39", circa un minuto più lento rispetto al mio miglior tempo.

Vincerà un sedicenne ugandese, Victor Kiplangat, atleta dal futuro garantito, capace di battere in volata Felicien Muhitira, autentico mattatore delle corse estive su strada (e magari stanco dopo così tanti sforzi nel solo mese di agosto).

Soddisfatto a metà, ovviamente lamento il fatto di aver ceduto a circa 3 Km dal termine e di non essere stato in grado di seguire un avversario comunque molto valido e capace di correre in 33'00", un tempo che volevo fosse alla mia portata.
Decisamente è l'unica annotazione da fare, ma considerata la settimana sicuramente poco all'attivo, ricca di stress e disidratazione costante, non posso far altro che accontentarmi e ripartire da queste basi e tornare agli orari più umani sin dalla prossima settimana.

Settembre porterà con se nuovi banchi di prova competitivi, Palermo sarà la Città che li ospiterà e non vedrò l'ora di regalarmi una prestazione che ripaghi di tutti gli sforzi.

Intanto, correre a Napola è stata un'emozione forte, come di quelle che non te le dimentichi più...

(Ringrazio per le foto prese da Social G. Bennici, il Sig. N. Bruno di Altofonte oltre che l'organizzazione della Volata)

sabato 20 agosto 2016

Sant'Ambrogio Cefalù - La Determinazione Che Non Ti Aspetti

Attimi Prima della Partenza (Fonte Cefalusport.it)
Viale della Regione Siciliana - Palermo - 17 agosto

Inizia così il racconto di una giornata iniziata con mille-mila impegni personali e tanta confusione nella testa tale da voler quasi abbandonare l'idea di andare a correre un evento-gara che mancava personalmente da quasi due mesi.
Due lunghissimi mesi di fatica, sofferenze, sforzi in salita ed un deciso tentativo di trovare anche la forma perfetta dato che dovevo perdere pochi chili di peso accumulato negli ultimi tempi, senza essermene mai accorto.

Le cose stanno andando bene ma non senza ostacoli che la vita naturalmente ti pone davanti.
Ti scomponi, ti scoraggi, ti avvilisci ma apri gli occhi e ti trovi concentrato sulle due ore più belle della giornata a guardare avanti e mandare via dalla testa tutta la negatività ed i timori accumulati.
Ancora oggi correre mi fa questo effetto.

Vedere una fila allungata senza motivo, al 17 di agosto, all'imbocco autostradale aveva provocato il K.O. mentale della confusione.
Meno male che il mio compagno di squadra ha saputo uscire fuori molta positività e ed ha dribblato l'ingorgo causato dall'incidente stradale ed arrivare tranquillamente per tempo alla sede di gara, il distretto cefaludense di circa 300 anime.

Gara che conosco bene ma che non correvo da cinque lunghi anni, quelli costellati da tanti fastidiosi infortuni.
L'evento si era interrotto per sopraggiunta crisi economica e ripescato quest'anno dieci giorni prima della data programmata.
Una quasi-follia divenuta realtà grazie all'aiuto promesso da alcuni di noi atleti che in passato avevamo calcato quelle difficili strade ma ricche di entusiasmo.

Reduci dalla gara del giorno prima svoltasi a Ravanusa, erano presenti gli atleti africani Felicien Muhitira (Rwandese, vincitore del Giro Podistico Internazionale di Castelbuono poche settimane fa) e Daniel Kipkirui, oltre all'osannato Giorgio Calcaterra, Re della Cento Chilometri a livello Mondiale.

Onestamente non avevo intenzione di puntare su questa gara il tutto e per tutto, ma sulla Volata Napola - Mokarta del prossimo 28 agosto, così mi ero messo d'accordo con il Prof. Liga di andare a correre un medio senza scaricare e con un leggero fartlek inserito a due giorni dall'evento.

Sabato 13, in realtà, dopo aver fatto ripetute brevi in Pista durante quella settimana, è andato in scena sul quadrilatero fresco della Pineta del Parco della Favorita di circa 500m, un discreto spettacolo con 7 x (quasi) 1.000m (R. 2'30") su un percorso abbastanza difficile, utile soprattutto nella preparazione per i cross, ma ottimo in questo caso per evitare le solite insolazioni.
Riesco in quasi tutte a correre sotto i 3'00" e, nonostante la grande stanchezza uscita fuori nelle ultime due ripetute, era ben chiaro che avessi corso finalmente bene!

Non potevo che avere fiducia in me stesso, ma i pensieri di lunghe giornate di grande stress psicologico, mi avevano buttato giù quella sera.
Non avevo fatto i conti con i benefici del correre e della serenità che procura alla mia mente, rilassando conseguentemente anche il fisico.
Durante il riscaldamento sentivo le gambe leggere che giravano bene, ma si tratta sempre di sensazioni effimere, alle volte male interpretate, tant'è che presagivo l'ombra di un'atroce sofferenza ed una pessima gara, che avrei sicuramente concluso (perchè non mi ritiro mai!).

Al termine del Giro e di una lunga e progressiva salita
La gara iniziava molto tardi, intorno le 22:30, ma in Città era come se fosse un caotico pomeriggio di festa.
La vera festa inizia con lo sparo tanto atteso dello starter e si parte... al piccolo trotto!

Nessuno si vuole mettere avanti e nientemeno che i favoriti africani stavano dietro a godersi il rilassante spettacolo, così al comando per un paio di giri si mettono avanti due forti atleti siciliani, ma il primo giro è davvero lento, 3'25", il secondo passa in 3'21".

E Bibi?
Certo che c'è, l'amico-rivale marocchino che vive a Palermo da moltissimi anni, anch'egli reduce dagli sforzi di Ravanusa del giorno prima, al terzo giro rompe gli indugi e si mette avanti iniziando una discreta progressione che sgretola l'intero gruppone composto ancora da molti elementi, tra cui il Campionissimo Giorgio Calcaterra.

Stavo guardingo e non sentivo il respiro affannato.
A quei ritmi riuscivo a salire leggero e con poco sforzo, erano sensazioni che mai mi sarei aspettato.
La mente volava via e mi sentivo sempre più me stesso, conscio che in realtà avrei potuto lasciare il segno.

Il forcing di Bibi è lento ma progressivo e mano a mano si staccano diversi avversari o inizi a sentire il fiatone degli altri.
Uno di questi era Giorgio (Calcaterra), ma la situazione non faceva testo perchè la mia condizione fisica era incerta (ovvero: ancora non ho fiducia sulle mie capacità!) e perchè da uno come lui ti aspetti che possa ansimare tranquillamente per Cento Chilometri e vincere lo stesso la sua corsa!

In realtà Re Giorgio si staccherà ben presto, senza neanche accorgermene visto che stavo seguendo come un'ombra Bibi che continuava a far crescere il ritmo ed abbassare il tempo sul giro.
Io restavo lì, mi buttavo nella prima e ripida discesa e riuscivo a ripartire con discreta agilità sul rettilineo opposto a seguito della difficile curva a gomito che dovevi saper interpretare bene dato che ci arrivavi lanciato dalla predetta discesa.
Ovviamente il difficile restava il tratto di ritorno che ad un certo punto inizia a salire lentamente, inesorabile e capace di creare selezione.

L'equilibrio esplode solamente al 7° dei 10 giri da circa 960m del percorso, nei quali Bibi prova ancora ad allungare (senza poter sfiorare minimamente gli avversari africani, ma conoscendolo, lui non è mai domo nonostante ormai abbia anche lui 36 anni!) e nello strappo in salita di chiusura del giro, inizio a staccarmi.
Intervista Finale con il celebre Speaker G. Marcellino,
focalizzata sul durolavoro degli ultimi due mesi
(non è utile gareggiare ad ogni costo)
Ormai mancano tre giri e cerco di gestire lo sforzo che inizia a sopraggiungere ma in quel frangente realizzo che sono rimasto quarto senza avversari vicino ad insidiarmi.

I tempi nei giri successivi si innalzano un pò, fino all'ultimo giro riesco ancora a scorgere la sagoma di Hamad Bibi che fugge via lungo le curve strette delle strette stradine del Borgo cefaludense e nella discesa finale sparisce nell'oscurità, incrementando il suo vantaggio nei miei riguardi di una trentina di secondi, a seguito di un allungo finale perchè credeva di aver (a suo torto) raggiunto uno degli africani fuggiti via, confondendolo con un banale doppiaggio.

Dal mio canto, cerco di gestire le ultime forze e con un 9° giro in 3'19" ed un ultimo 10° in 3'17", chiudo con discreta soddisfazione la mia prova al quarto posto, in 33'04" e primo degli italiani!

Finalmente riesco a tagliare un traguardo senza giungere stremato in una gara comunque dura e muscolare, alleviata da un vento fresco che ha mitigato la calura estiva tipica delle passate edizioni.
I tempi, confrontati con quelli delle passate edizioni, l'ultima nel 2010 per me, mi ha visto correre molto vicino ad essi, con l'unica differenza di aver "goduto" della passeggiata iniziale dei primi 3 giri.

Finalmente l'ottimismo sale e vedo concretizzarsi in "qualcosa" l'ostinato lavoro del Professore Totò Liga, svolto insieme a quindicenni veloci e rampanti ancora da formarsi nel carattere.

Non so, a questo punto cosa potrà uscir fuori nella gara della prestigiosa Volata Napola - Mokarta, ma sicuramente lotterò fino in fondo per prepararmi una buona rampa di lancio in vista degli eventi di settembre - ottobre che possono davvero rilanciare tutto un anno 2016.

(Ringrazio cefalusport.it per le foto ed il servizio a corredo di questa bella manifestazione)

venerdì 29 luglio 2016

Sveglia, Lavora, Mangia, Corri, Dormi... Ripeti

Il mese più "in salita" degli ultimi anni!
Palermo, luglio 2016.

E' una pratica che ripeto dalla metà dei miei anni e ciò fa riflettere molto su quanto tempo ho dedicato a questo splendido sport...
Chilometro dopo chilometro, correre significa prendermi cura di me stesso ma nello stesso tempo mi ha insegnato a non piegarmi a periodi difficili, come questo.

Il 2016 è l'anno più complesso degli ultimi recentemente passati, dal punto di vista sportivo e, anche a causa di nuovi impegni personali che hanno modificato lo stile di vita, correre risulta essere sempre più una sfida mentale prima ancora che fisica.

Ho corso sicuramente più chilometri che nelle ultime due annate, per giunta senza interruzioni e nonostante ciò non riesco a dimostrare un potenziale che sono convinto ancora di avere e per il quale mi piace mettermi in discussione con un gruppo di ragazzi molto più giovani di me, di quasi vent'anni.

Il Prof. Liga, trovandomi pienamente d'accordo, ha pensato di sfruttare l'eccessivamente caldo periodo estivo per concentrarci su un ciclo di costruzione, lasciandomi assente dalle gare, che ad oggi mancano un pò.
Ma se consideriamo il piatto panorama in termini di qualità che ormai pervade le gare su strada regionali, forse è meglio così e puntare ad un dignitoso risultato più avanti, magari a settembre.

Come ogni estate, si ripropone il solito problema: preservare tendini e caviglie dall'indescrivibile umidità accumulata nelle scarpe che rendono la corsa ancor più difficoltosa, portando alla lunga a spiacevoli infortuni.
Ovviare a tale problema si può, correndo sul finire della giornata al calar del sole, ma tutto questo comporta di terminare l'allenamento fin oltre le otto di sera, rendendo più macchinoso il risveglio al mattino seguente.

Correre è una questione mentale, di volontà, e ovviamente se il fisico invia segnali di stanchezza alla mente non è facile alzarsi presto ed indossare le scarpe, nonostante fuori ci siano tutti i presupposti positivi per impossessarti delle tue strade.
Sarà anche vero, ma da quando ho cambiato abitazione non ho potuto notare quanto mancasse il quartiere natìo, vicinissimo al Parco e facilmente raggiungibile anche di corsa, lontano dal traffico, semafori e le solite noie cittadine...

Purtroppo la vita che conduco da svariati anni, che concilia il lavoro in ufficio con i ritmi della sempre più incessante quotidianità, non si sposa bene con la corsa e resterà per sempre il grosso punto interrogativo se, in un ipotetico mondo sportivo senza doping, mi sarei meritato di correre da professionista.
Ad oggi, penso, avrei ottenuto maggiori risultati, è innegabile.

Questioni psicologiche che si sono impossessate sempre di me, sin da quando correvo in Calabria ed al tardo pomeriggio in inverno mi rifiutavo di uscire ad allenarmi per non calcare le tetri e tristi strade locali...
Il mattino chiama ed alle volte non rispondo, lasciando soltanto al pomeriggio lo spazio per allenarmi.
E' una lotta psicologia che penso vincerò ma un nuovo stile di vita impone altre scelte che spero saprò gestire sempre con maggiore sacrificio.

Tornando agli allenamenti, nelle ultime settimane il lavoro si è incentrato molto spesso sulle salite, sia brevi e non troppo difficili, che lunghe oltre che pendenti.
Lavoro finalizzato ad un incremento della potenza aerobica (e che potenza, fatica pura!!!), tant'è che molto spesso è capitato che le prove su pista successivamente mirate alla conversione di tale forza in agilità e ritmi più veloci, spesso risultavano opache.

Riassumendo, il Prof ci ha dato appuntamento sulle quieti salite di Dallas dal lungo rettilineo (senza affrontare il durissimo muro di 100m) da 200m che riuscivo a coprire in circa 34"-35", mentre spesso la domenica pomeriggio, quando la gente ancora sollazzava sul lido di Mondello, a poca distanza su Monte Pellegrino, ci issavamo su un lavoro taglia gambe e taglia-piedi, dal sapore molto amaro...

Il bello di quest'ultimo allenamento che tanto adoro, è che non puoi permetterti di prendere pause, nonostante vengano concesse: al terzo allenamento simile dell'ultimo mese, domenica 17 luglio, è andato in scena con il gruppo Liga il 6 volte (60m Forte + 60m Piano + 100m Forte + 100m Piano + 150m Forte), tutte le volte con il cuore in gola...

Le prime ripetute, con i ragazzi, sono state un incubo, tant'è che recuperavo a malapena gli attacchi a forte ritmo nei tratti di recupero, chiudendo inizialmente in 1'41", tempo di assoluto rilievo.
Non potendomi permettere distrazioni e con un recupero persino sollecito sotto i 2'30" in discesa, si ripartiva sempre più forte, ma a metà non andavo oltre 1'43" e piegato in due in cima... il bello della corsa...

Infine, una volta terminato il lavoro dei più giovani, nelle ultime due ripetute, restando da solo o quasi, mi esaurivo in 1'45", ma restava un lavoro di gran lunga migliore di tutti i primi svolti ad inizio luglio.

Il chilometro finale, con le forze restanti, svolto sul lungomare di Mondello, diceva circa 3'00", ma con la felicità in viso di chi si è meritato il defaticamento, corricchiando all'inverso in mezzo allo Stabilimento balneare del Charleston, la gente che passeggiava dopo un'intera giornata passata in spiaggia, e le mie Adizero Boston sprizzanti di fatica...

Alle volte i giorni susseguenti tali lavori ti lasciano il dubbio: alcuni giorni corri facile e forte, altri sembra che non hai voglia di correre ti lasci andare di impulso, ma ciò che importa è continuare a seguire il programma di allenamento.
Mercoledì 20 luglio, ci attendevano i 500m in pista e sapevo quanto sarebbe stata dura questa battaglia con i ragazzi più veloci di me.
Nemmeno il miglior Filippo, più rapido e reattivo, avrebbe avuto vita facile con loro, ma c'era da soffrire e stare al traino costantemente e fino alla fine, magari sarei uscito avanti sul finale.
Il gruppetto risulta disomogeneo nei tempi ma tutti erano motivati a far bene ed è questo il giusto modo di affrontare le ripetute più difficili!
La sequenza, grazie alla compagnia, è venuta bene e lancia decisi segnali di miglioramento:
1'22".9 - 1'25".5 - 1'24".4 - 1'24".3 - 1'24".1 - 1'23".5 - 1'28".8 - 1'23".0.

Se non avessi tentato un "esperimento" (lasciamo perdere quale!) avrei corso meglio nell'ultima ripetuta, ma i rimpianti servono a poco ed all'indomani si correrà ancora.

Sabato 23 si torna a salire, nuovamente a Dallas, sempre i 10 x 200m e stavolta i tempi peggiorano, forse per via del caldo, tutti intorno i 35" - 36" ma lascio nel finale tutta la grinta residua per tenere testa al giovane ragazzo categoria allievi che nei due giri di sterrato in Pineta, poco più corti di 500m si porta avanti e mi stacca di poco: 2'49" altiiiiiiissssssimo ben soddisfatti per un crono che sarebbe valso uguale riscontro in un chilometro secco in piano.

Questi ultimi giorni di luglio mi sento sempre meglio, corro sempre meglio e penso sia merito di tanto insistere nelle salite... come dice il Prof Liga, il lavoro si sta assimilando bene e martedì 26 ne ho la riprova correndo le salite in altro scenario che ben conosco: le temibili rampe di Scala Vecchia a Monte Pellegrino.
Un allenamento mai svolto è difficile che si sia in Città, ho corso praticamente ovunque ed in mille maniere, eppure questo stesso lavoro non l'avevo mai effettuato: 4 volte le prime tre rampe della Scala Vecchia (circa 750m) (Recupero in Discesa) + 1 volta il 500m situato in tutta la prima rampa + Recupero attivo di 5 minuti ed il Chilometro sul piano per far girare le gambe.

L'allenamento, tra i più duri pensabili, mi trova ben preparato per quasi tutte le prime tre ripetute ed in ginocchia per l'ultima, con una leggera flessione: 3'25" - 3'28" - 3'29" - 3'35", ma nella incertezza generale, dando il meglio di me, l'ultima prova di 500m ho chiuso in 2'08", davvero vicinissimo ai miei migliori tempi.
Così contento e rilassato per aver dato tutto nelle salite, chiudo il mille attorno i 3'00" (senza la giusta precisione avendo usato il GPS al polso) ma con bella spinta.

Se vuoi correre più forte rafforzati bene in Palestra ed usa assiduamente le salite e farai meno fatica in gara...
Già, le gare, presto torneranno...

giovedì 7 luglio 2016

Adidas Sport Eyewear Sprung, Matic, Whipstart, Occhiali da Sole dentro e fuori la Corsa!

Essere "cool" anche quando fuori è "hot", Sprung!
Adidas Sport Eyewear è ormai sinonimo di altissima qualità dei materiali ed offre prodotti a supporto della vista nei molteplici sport dalle grandi specifiche tecniche.

Da quest'anno 2016, ho il pregio di presentare e recensire alcuni modelli che suggeriscono la moda sportiva ed il tempo libero, ma dentro hanno la stessa anima da competizione dei modelli "professionali" per qualità costruttiva dei materiali e praticità.

L'obiettivo ricercato è di indossare un paio di occhiali da sole specifici per lo sportivo al di fuori dei campi di gara o nel mio caso, di atletica.

Spesso gli occhiali studiati per le attività sportive hanno una forma adatta alla migliore visione dello sport che si pratica e, negli ultimi modelli presentati, i Tycane Pro o gli Evil Eye Evo Pro, proteggono completamente ogni angolo della visuale con un design semplicemente unico e nello stesso tempo originale ed aggressivo.

Dettaglio interno dei Matic: come per tutti i modelli simili,
alta qualità dei materiali ed aste dall'eccellente grip
Ma come far conciliare la voglia di portare lo stesso paio di occhiali da sole ad un incontro informale tra amici quando il sole sta tramontando, dopo aver concluso un proficuo allenamento?
Il concetto è espresso a chi è sportivo dentro, quindi ad un pubblico giovanile ma sempre attivo e dinamico nell'anima, che pretende il meglio dalla visione durante lo sport.

Sinceramente, portando ormai quotidianamente gli occhiali da sole durante gli allenamenti, mi sono reso conto quanto vedere bene e senza sofferenza mi aiuti a restare concentrato e rilassato e solo un occhiale da sole originale può permetterlo...
Le imitazioni vendute a pochi euro non restituiscono minimamente le sensazioni di visione ottimale che puoi avere con il giusto paio di occhiali e sono ricordi che rimarranno per sempre offuscati nella mente.

Alla fine dello scorso anno, quindi, Adidas Sport Eyewear ha lanciato il suo nuovo concetto di occhiali sportivi con il primo modello per il pubblico maschile, i Whipstart ed è stato subito un successo.
Decisi di indossarli alla Maratona di Palermo e per 42,195 Km sono stati il mio scudo protettivo alle sofferenze di una vittoria comunque indimenticabile.

Lenti Tecniche LST Active, ottime nei frequenti cambi di luce
Li ho voluti testare ampiamente per dimostrare che è fondamentale per un paio di occhiali da sole pochi elementi: le lenti più efficaci, la comodità al viso, i punti di ventilazione ed il grip del corpo occhiale.

Questo modello, i Whipstart, partivano con il piede giusto, essendo oltretutto, leggeri, comodi ed anche bellissimi da indossare anche nel dopo - gara!

Nel 2016 Silhouette ha realizzato per Adidas altri bellissimi modelli che ricalcano lo stile ed il concetto di sport applicato con eleganza e discrezione.

In catalogo, potendo chiedere al rivenditore di fiducia, si possono ammirare per lo stesso modello le combinazioni di colore più alla moda ed accattivanti, per associare il proprio stile di vita nelle corse di tutti i giorni, dentro e fuori le vesta da runner.

Le lenti sono proposte in diverse colorazioni ed offrono comunque un gradiente di protezione ottimale con visione neutra al pari di una lente "grey", mentre per un numero limitato di modelli viene proposta la lente dalla tecnologia LST Active, perfetta per la vita di tutti i giorni e capace di adattarsi dinamicamente ai cambi di luminosità rendendo la visione sempre morbida, chiara e gradevole.

Whipstart alla Maratona di Palermo...
Vincente!
Da amante della Lente LST Contrast Silver, che restituisce una visione di pieno relax quando hai tutto attorno a te ambienti verdi, filtrando morbidamente la luce ed esaltando i colori della natura anche all'imbrunire, ho nel tempo apprezzato le LST Active presenti nelle novità Sport di Adidas perchè danno il massimo riuscendo a schiarire ambienti scuri o offuscati come in situazioni di nebbia o nella fitta boscaglia.
Altresì le LST Active proteggono nelle giornate molto assolate, assolvendo al loro scopo, ovvero rendere la visione la più chiara possibile.

Quest'anno, Adidas ha quindi aggiunto altri interessanti modelli sportivi che seguono le stesse peculiarità.

Come si può vedere dalla foto descrittiva, infatti, nulla vieta a questi occhiali da sole di convivere con il sudore della pelle, il respiro più affannoso, senza scivolare sul viso o nei capelli grazie al grip gommato che li rende fermamente saldi al viso.

Il modello Sprung, lanciato nella primavera 2016, segue linee più morbide del Whipstart, mentre se si vuole esprimere maggior carattere o personalità meglio puntare sui Matic (o 3 Matic con leggere differenze) dalle linee decise e lenti più ampie al viso.
Per donna, ho potuto toccare con mano quanto siano curati e dotati di ottime scelte cromatiche gli Excalate, secondo me il modello di punta per le Runners.

I colori molto vivaci delle lenti rendono questi occhiali da sole alla moda e con una marcia in più rispetto alla diretta concorrenza ed offrono nello stesso tempo tutto lo studio e l'esperienza acquisita da Silhouette sui campi più estremi dove vedere bene è fondamentale, che sia la vetta alpina più estrema, un downhill in bicicletta oppure una giornata in barca a vela.

Lenti LST Vario Tuned, trasmissione luminosa da 14% ad 89% su
Evil Eye Evo Pro
Adidas possiede da quest'anno un'altra importante tecnologia: la lente VARIO Tuned che passa in pochi secondi da totalmente chiara a completamente scura, modificando in tempi brevissimi l'esposizione a seconda della luce diurna, ma di questo ne parlerò in un post successivo.

Tanta tecnologia si aggiunge alla già eclatante e funzionale lente LST Hydrophobic che possiede uno strato che non permette al sudore o agli agenti esterni come l'acqua del mare di macchiare la lente, lasciando scivolare via ogni impedimento al raggiungimento del proprio obiettivo.

Non c'è molto altro da scegliere, soltanto il modello e la lente che faccia al caso tuo, Adidas Sport Eyewear è il Top per portare la tua passione sportiva dappertutto!

giovedì 16 giugno 2016

CdS Master su Pista Regionali - Magra Consolazione Vincerne Due...

Nessuna foto degli eventi, soltanto tanta determinazione ed un paio di
scarpette bianche...
Palermo, sabato 11 e domenica 12 giugno.

1.500m e 5.000m, perchè correrle tutte e due le distanze in un solo week-end?
E' una maniera classica di mettersi alla prova, di dimostrare quali sono i frutti del lavoro fin'ora svolto:
Il 1.500m serve a far sveltire le gambe, l'acido lattico è tanto, arriva violento ma la prova è breve, non può restare a lungo la fatica.
Il 5.000m si corre il giorno dopo, con le gambe allegre e vogliose di spingere, si spera, convinto che correrai sciolto già dal primo metro.

Quest'anno, ai Campionati Regionali di Società Masters su Pista, svoltisi a Palermo, ho voluto essere un protagonista "alternativo" rispetto alle altre gare sparse sul territorio siciliano.

La grande difficoltà era derivante dagli orari di gara: pomeriggio inoltrato al sabato per i metri 1.500, mattino presto della domenica per i metri 5.000m.
Con il Prof. Liga, osservato il programma orario, sarebbe risultato ovvio puntare maggiormente sulla distanza pomeridiana quando il 5.000m suonava come una beffa posto ad un orario così insolito e così caldo.

L'ultimo allenamento che concludeva il mini-ciclo di lavori su pista, interrotto dalla bella parentesi di Asti Half Marathon, prevedeva mercoledì 15 un 8 x 500m (R.3'), quindi ancora una volta recupero ampio e poco attendibile sul mio effettivo stato di forma.
Si vuole puntare molto sulla velocità e sulla resistenza lattacida (a piccoli passi visto i tempi di recupero statico della prova) ma non ci si può certo vantare dei tempi al cronometro, qualunque essi siano: con 1 minuto recuperi diversamente rispetto a ben 3 minuti!

Come immaginavo, le prove non risultano poi nemmeno tanto male e riesco a difendermi ottenendo in quasi tutte tempi tra 1'23" ed 1'24", con un paio più tranquille in 1'25".
Riesco a dare tutto me stesso nell'ultima (ed ancora ci riesco) chiudendola in 1'21".9 attaccato in scia ad un amico ma con la conseguenza che negli ultimi 150 metri pur di non mollare mi accorgo che corro indurito, sgraziato ed i piedi e le gambe ormai allo stremo delle forze e della reattività.
Ottenere un tempo al cronometro vale poco se poi dimostri di saper correre male...

Così, dopo un paio di giorni di lieve scarico, mi presento al pomeriggio di sabato 11 con palese rilassatezza.
La prova di 1.500m è inutile sentirla troppo, la tensione può divorarti, mentre invece per un fondista come me è importante distribuire bene lo sforzo.
La giornata, calda e soleggiata, nel programma di gare subisce un forte anticipo e posso riscaldarmi poco; per fortuna che avevo corso anche al mattino!

Al via non c'erano avversari di rilievo ed è un peccato visto che mi aspettavo di trovare qualche ottocentista veloce e coraggioso!
Purtroppo tutto questo si fonde al forte caldo presente e mi ritrovo poco dopo lo Start a correre da solo, come se fossi in allenamento.
Non riesco a trovare un senso a tutto ciò, come se il dispiacere di non avere avversari mi avesse nettamente tagliato le motivazioni, ma forse è il mio stato fisico attuale a decretare tutto ciò.
Fatto sta che il passaggio al 1.000m è un miserabile 2'54".8 contro un 2'50" di obiettivo minimo stabilito a priori.
Riesco a mantenere con grande fatica questo ritmo e chiudo con 4'22", ovviamente vincendo.

La sera, ahimè, il mio fisico mi comunica che la "botta" presa è stata forte e che non sarà facile smaltire lo sforzo, di una sola ripetuta!
Resto perplesso, vado a dormire e penso al domani.

All'indomani la sveglia suona di buon'ora e mi metto alla volta della ricerca di nuovi avversari.
Quelli più forti, pre-iscritti non ci sono.
Non ci sono più giovani che corrono, non ci sono più "anziani" come me, la Sicilia è una terra dimenticata dove le comunicazioni autostradali ti invogliano a stare a casa piuttosto che viaggiare e così gli unici avversari sono due Master di Palermo, Antonio Mascari (M45) e Carlo Filiberto (M50) molto forti e ben allenati.

Entrambi mi metteranno in difficoltà.
Il mattino è nuvoloso, il sole non picchia forte ma nell'aria il caldo si sente e sono a disagio, come ormai da oltre un mese.
Al via resto dietro e Mascari tira forte il primo giro quasi intorno i 3'00"/Km e si passa in 3'10" il che mi lascia contento.

Dal nulla sbuca il Prof Liga a seguire la gara e tutto questo mi motiva ma le gambe, già spente dal sabato, non hanno voglia di spingere e resto dietro, ancora per poco.
La mia testa non comunica alle gambe che vogliono soffrire poco e mi metto davanti, cocciuto e provo a collaborare perchè mi sembra anche giusto.
Era il termine del secondo chilometro e grosso modo si girava intorno 1'15" - 1'17" al giro ma non riesco a staccare Mascari, non era il mio intento
In quel momento si stacca invece Filiberto e restiamo in due.

A bordo pista i pochi accorsi a vedere lo spettacolo, runners amatoriali dal passato prestigioso sensibilmente più grandi di me che mi conoscono da quando avevo 18 anni, smorzano gli incitamenti nei miei riguardi tifando indiscutibilmente per il buon Mascari che sta dando tutto per scendere sotto i 16 minuti che è comunque "Correre".

Come spesso accade nelle gare, più si avvicina la fine, più si accendono gli animi ed il nostro testa a testa entusiasma il gruppetto di gente dislocata nei vari settori della pista a volerci spingere, regalando all'avversario consigli su come battermi.
Ero stanco, affranto nel non riuscire a rendere meglio (e non mi sento di valere così poco onestamente), ma tanto tifo crescente contro, sebbene fossi il netto favorito della vigilia (per via dei risultati e dell'età anagrafica più giovane) non lo trovo giusto e mi crea una rabbia agonistica dentro crescente.

Liga dal suo preciso cronometro sa darmi pacatamente le giuste indicazioni ma se non riesco ad esaltarlo, lui che ha allenato ben altri Campioni, è tutta colpa mia.
Il solo Marco del Good Race Team e la bella ragazza con l'ombrellino verde aperto (per due gocce di pioggia) mi danno la giusta spinta, ma a dire il vero non sono loro che scatenano la rabbia agonistica (quella buona per intenderci).

L'ultimo giro suona di beffa, siamo ancora appaiati ed il testa a testa sembra non finire più.
Ovviamente Mascari ha l'occasione del mese perchè può scendere per la prima volta sotto i 16 minuti e sta dando l'anima per riuscirci.
Io non sono così entusiasta ma provo lo stesso a pormi avanti e tento di staccarlo, inutilmente.
L'incitamento per il mio avversario è ormai ad un crescendo massimale, ma ai 200m tento un nuovo allungo e provo a dare saggio delle lezioni di velocità.

L'ombrellino verde è posto ai 100m e mi grida: "Daaaaaaaaaaaiiiiiiii!!!", proprio a me, e mi sento in dovere di accendere una volata.
Mascari è veloce e non si stacca, sta quasi per rimontarmi quando ai 60 metri finali, si inserisce un altro suo supporter scatenato che voleva la sua vittoria e si... a quel punto mi infurio!

Non gliela do più vinta (ai suoi tifosi) e respingo la rimonta che stava per avvenire, il testa a testa è entusiasmante quanto sportivamente corretto senza alcuna spallata.
Per meno di un metro mi aggiudico la vittoria, di prepotenza, in 15'59", ma con lo stesso tempo di Mascari che quindi ha ottenuto il suo bel risultato.

Stanco come non mai metto un punto definitivo alle gare e mi riprometto di allenarmi bene per un buon periodo di tempo, con l'eccezione di provarci se dovessi stare bene o se volessi correre un medio magari in compagnia.

L'insegnamento da trarre da questo racconto è che puoi, nonostante l'età, trovare gli stimoli giusti e riuscire a metterti seriamente in gioco, sempre.
Mi vedo in un futuro lontano correre più rilassato, magari non da solo, ad insegnare l'arte della lotta ad un piccolo runner.
Mi vedo in quel futuro magari corricchiare tranquillamente la mia oretta senza andare a cercare più tempi o ritmi, oppure in sella ad una bici, attività sportiva che ormai vedo come un hobby per girare la Sicilia e che non saprei mai più interpretare a livelli agonistici.
Perchè solo correre mi fa uscire la voglia di combattere e per questo motivo, non credo che le mie previsioni "pensionistiche" si avvereranno a breve termine.

Intanto si torna presto a calcare la pista ormai rovinata dello Stadio "delle Palme" Vito Schifani di Palermo...

lunedì 13 giugno 2016

Mezza Maratona di Asti, con coraggio

Un arrivo, qualunque esso sia è sempre una bella emozione
(foto De Andrea Fausto)
Asti e Palermo - fine maggio.

Ci vuole davvero coraggio per tentare degli attacchi in gara quando sai che per ora il periodo è solo di risalita.
Come ampiamente raccontato nel post precedente, gli allenamenti sembrano andar bene, ma l'esperienza mi impone molta prudenza nel decretare simili dichiarazioni, in quanto bastano pochi lavori lattacidi con recupero breve per far crollare la speranza che tutto stia andando nel verso giusto.
La maggiore confidenza in pista è ben altra e non significa riuscire a prendere un crono discreto, piuttosto serve farlo in allenamento senza doversi spremere e dare tutto ogni volta.

Con queste flebili speranze, con un buon bagaglio di chilometri, giornate splendenti ed altre più nuvolose, ho intrapreso la trasferta in terra di Piemonte, dove il saper mangiar bene è una virtù.

Ospitato nell'Hotel Castello ad Asti, ho potuto rilassarmi da un viaggio coperto nelle ore mattutine ed ho potuto "assaggiare" un pò di quelle terre grazie alla sapiente cucina raffinata dello Chef che suona molto "Good Race".
Il ristorante, "Cambiocavallo", racconta di sapori forti e decisi e di uno Chef che sa raccogliere le sfide e che non gli piace cucinare piatti banali scontati.
Mi somiglia un po :-)

Domenica 29 maggio inizia con nuvoloni nell'aria carichi di pioggia ed umidità.
In realtà resta soltanto l'umidità perchè nell'ora prima della gara piove leggermente da far rinfrescare l'aria, ma è solo un palliativo di una gara che si rivelerà combattuta e rovente.
Al via, come promesso dall'organizzazione, molti atleti del Marocco tesserati per società piemontesi ed alcuni italiani sempre di origini maghrebine, giovanissimi.
Non ero a conoscenza del potenziale di questi corridori, ma alcune voci mi informavano di loro recenti exploit a dir poco eccellenti.

Partenza... al rallentatore!
Quando ci sono questi atleti, ogni gara sarà sempre una lotta perchè non hanno altro interesse che vincere.

I nuvoloni sopra le nostre teste correvano minacciosi, lungo una strada del quartiere dello Sport di Asti, vicino il Palazzetto ed il nuovissimo campo di Atletica, viene dato il Via alla corsa.
Si parte pianissimo, al trotto, con qualsivoglia concorrente avanti a tirar le fila del gruppetto.

Così non va e dopo qualche centinaia di metri, un ragazzo giovane, longilineo e coraggioso si mette in testa a tirare e capisco che sarà l'occasione buona per mettere i bastoni tra le ruote a chi cerca una facile vittoria.
Dopo aver abbandonato rapidamente il piccolo Centro sonnecchiante di Asti, ci immettiamo verso dei lunghi stradoni di periferia prima ancora di entrare nelle campagne circostanti, luogo di svolgimento di gran parte della gara.

Molti i volontari presenti e strada ben tracciata e presidiata, un'organizzazione di tutto rispetto che ha tra l'altro proposto un percorso vario e divertente, fatto di continui saliscendi,  curve secche, alcuni giri di boa e tratti in leggero sterrato.

Qualche curva dopo i temibili avversari erano spariti dalla nostra vista e ci eravamo presi circa 200m di vantaggio dagli inseguitori formati da questo sestetto dal potenziale più netto del nostro.
Eppure eravamo lì e fino ai 5 Km sognavamo la fuga ma, data l'esperienza che almeno quella è rimasta, restava una chimera.

Come era prevedibile, nonostante la spinta che imprimevamo, che si aggirava intorno i 3'25"/Km con qualche punta più veloce (a sensazione, senza un riferimento preciso, ma ben attendibile), i nostri amati avversari pian piano terminano il riscaldamento e ci riassorbono con netta facilità.

Il gruppo compatto
Chi è abituato a ben altri ritmi riesce facilmente a telecomandare gare di questo tipo a proprio piacimento, purtroppo ed in questo momento non ho certo le armi giuste per attaccare, ma era giusto mettersi lì a provarci...
Diventati in otto a condurre la gara, noto con grosso dispiacere quanto fossero disinteressati questi atleti dal correre per un buon tempo finale ma era chiaro che si combattesse unicamente per la vittoria finale.
Tutto ciò ha comportato enormi rallentamenti, grande tensione nervosa (da parte mia) ed altri tentativi vani di riproporre un attacco ai loro danni, sempre coadiuvato dal giovane Daniele Galliano, proveniente dalla vicinissima cittadina di Alba.

Noi attaccavamo, loro parlottavano nella loro lingua, in arabo, come spesso mi accadeva nelle gare in terra di Sicilia, la loro collaborazione è molto forte ma sanno farsi del male fra di loro questo genere di atleti.
Forse dico la verità se volevo attaccare pur di non sentirli parlottare fra loro...

Nelle campagne astigiane i rettilinei piatti si alternavano a strani e ripidissimi strappi di un centinaio di metri dove ovviamente provavamo ad attaccare io e Galliano ma non si poteva rovinare la festa di una corsa nata umida, grigia e poco entusiasmante.

Attorno il 13° Km uno di loro tenta un allungo, un runner muscolare, non proprio giovane, ben strutturato fisicamente.
Lui riesce a dare una forte scossa al gruppetto che si allunga e mi lascia indietro, in forte difficoltà.
Galliano dietro di me subisce la loro iniziativa ma entrambi riusciamo a recuperare dopo oltre un chilometro.

Tra di loro si inizia a far sul serio ed è inutile raccontare quanto fossi già carico di sudore ed umidità e quanto temessi il crollo fisico che, purtroppo puntualmente arriverà presto.

In un loro ulteriore e decisivo attacco, sulla via del ritorno su di una stradina in sterrato e brecciolino, avverto il disagio che i piedi non "funzionano" bene (da sempre mio punto debole nonostante provi spesso ad esercitarli) e spingono male, e resto praticamente piantato sul posto entrando in forte crisi come se l'acidosi fosse entrata in circolo, sprigionandosi tutta di botto.

Premiazione degli M35
La sofferenza è sempre una sensazione difficile da gestire e posso soltanto raccontare come rapidamente tutti e sette gli avversari fossero volati via lungo i tornanti cittadini accumulando un distacco davvero imbarazzante.
Ormai mancano poco più di 5K all'arrivo e davvero non ne posso più di accumulare così tanta fatica in poco tempo e, dato che ormai la corsa era diventata un'esibizione di "dressage" a scapito del tempo finale, mi rassegno ad arrivare nella maniera più dignitosa possibile.

Giungere allo Stadio è pur sempre una bella scelta tecnica, correre un giro intero prima di tagliare il traguardo mi rasserena, le nubi sono sempre alte sulla mia testa, fradicio di umidità con poche gocce di pioggia in tutta la mattinata.
L'arrivo, un pò triste e dimesso all'ottavo posto in 1h 15' 05" mi lascia poco spazio ad ulteriori esultanze e da conferma che ci vorrà tempo e determinazione per ritrovare quella facilità di corsa per lungo tempo, cosa apparentemente persa ma che con il Prof. Liga abbiamo individuato come obiettivo principale da ri-ottenere visto che comunque la velocità di punta non è del tutto persa.

Solo il tempo di salire sul podio di categoria per la premiazione e devo lasciare Asti "di corsa" per non perdere l'aereo di ritorno a Palermo.
Il ricordo più bello sarà l'ospitalità dei gestori dell'Hotel Castello, tutto il resto resta sempre e comunque esperienza accumulata ed una nuova Città scoperta grazie a questo splendido sport.

Una gara non è mai da dimenticare ma traccia un solco durante un momento dell'anno non critico ma delicato.

(Ringrazio il blogger biocorrendo per le foto ed i servizi sulle gare in zona oltre che l'associazione Progetto Junior di Asti)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)

NEW YORK CITY MARATHON 2010 (Foto Podisti.net)
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